PROMUOVERE IL SUCCESSO SCOLASTICO E FORMATIVO​
Protocollo per la personalizzazione dei percorsi degli studenti di origine straniera

Italiano L2

"Apprendere una seconda lingua non equivale ad aggiungere delle stanze alla propria casa
costruendo un’aggiunta sul retro: è la ricostruzione di tutte le pareti interne."

Cook

 

Con il termine italiano lingua seconda (L2) si intende la lingua appresa nell'ambiente dove la stessa, in questo caso l'italiano, costituisce il canale di comunicazione principale, se non unico.
A differenza delle LS (lingue straniere), che vengono apprese a scuola, una L2 si apprende in modo “naturale” (come la L1 o lingua materna) attraverso le interazioni con parlanti nativi e il contatto con documenti scritti. La lingua è uno strumento per realizzare “compiti sociali”, necessaria per integrarsi nella vita del Paese ospitante, attraverso successo scolastico e partecipazione attiva.
Per riuscire a definire i livelli di competenza in italiano secondo criteri e descrittori condivisi, ci si può avvalere del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER - versione cartacea italiana: Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue - La Nuova Italia, 2001). Si tratta di un documento che fornisce delle griglie per fissare degli obiettivi e promuovere un apprendimento qualitativo e omogeneo, a livello europeo, del processo di insegnamento/apprendimento.
Il QCER descrive conoscenze, abilità e caratteristiche che consentono l’agire linguistico. Imparare una lingua non significa, infatti, solo studiare le regole della grammatica, ma imparare a “fare cose con le parole”. Si tratta quindi di processi complessi in cui entrano in gioco non solo le competenze grammaticali, ma anche le competenze comunicative. Nel QCER la complessità della competenza comunicativa viene rappresentata metaforicamente da una struttura che integra una dimensione di tipo verticale e una dimensione di tipo orizzontale. La dimensione verticale è data da una scala di sei livelli ascendenti, formulati in termini di indicatori di capacità, che riportano, livello per livello, ciò che un apprendente è effettivamente in grado di “fare linguisticamente”. La dimensione orizzontale descrive le attività linguistiche (ricezione, produzione, interazione, mediazione), le strategie (le linee di azione scelte per portare a termine un compito) e le competenze linguistico-comunicative (l’agire usando strumenti linguistici). Questo implica che, nell’apprendere una lingua, lo studente cresce non solo verticalmente, di livello, ma anche orizzontalmente, ampliando compiti e ambiti d’uso.
Negli anni il documento è stato integrato con revisioni e integrazioni raccolte nel Quadro comune di riferimento per le lingue. Apprendimento, insegnamento, valutazione. Volume complementare.
Le integrazioni introdotte nel Volume complementare hanno il fine di elaborare e approfondire alcune nozioni del QCER mirando a favorire lo sviluppo della qualità didattica della lingua straniera seconda e a promuovere un'educazione plurilingue e interculturale. Nella nuova revisione sono stati definiti meglio i livelli plus per i livelli A2, B1, B2, C1, ed è stata sviluppata la descrizione del C2. Infine è stato inserito un nuovo livello, il PRE A1, inteso come percorso iniziale di persone già scolarizzate, che fanno affidamento su un repertorio di parole e formule, ma che non sono ancora entrate in una fase generativa.

Si distinguono comunemente due macrofasi legate al tempo di contatto e di utilizzo dell’italiano L2 in ambito scolastico:


Questa distinzione deriva da una ricerca condotta dallo studioso canadese Jim Cummins (1979) che ha coniato gli acronimi BICS (Basic Interpersonal Communicative Skills) e CALP (Cognitive Academic Language Proficiency) in riferimento ai processi che aiutano un insegnante a definire le abilità linguistiche di uno studente.

In caso di studenti analfabeti o debolmente scolarizzati si rimanda alla sezione Alfabetizzazione in L2.

 

Risorse

 

Bibliografia

Bettoni, C. (2007). Imparare un’altra lingua. Bari: Editori Laterza.
Cummins, J. (1979). Linguistic Interdependence and the Educational Development of Bilingual Children. In Review of Educational Research, Vol. 49, n. 2.