Nelle Scuole Primarie “M.K. Gandhi” e “D. Chiesa” abbiamo ritenuto importante pensare, assieme ai nostri alunni, ad una serie di iniziative per manifestare il desiderio di pace e la vicinanza verso tutti coloro che scappano dall’orrore della guerra, abbandonando il loro Paese, i loro affetti e le loro case.

Giorno dopo giorno sono nate diverse attività spontanee, attraverso le quali è stato affrontato con delicatezza e semplicità il tema del conflitto bellico e della pace, cercando di accogliere e dare voce alle preoccupazioni, alle domande e alle emozioni dei bambini.

 

«Nessuna guerra ha mai prodotto un beneficio maggiore del dolore che provoca»

(R. Benigni 'Adatt. dal commento dell’art. 11 della Costituzione italiana)

perché

«Il gioco della guerra fa piangere la Terra, fa piangere le piante, fa piangere gli animali, dentro i boschi, sotto i mari,
fa piangere i bambini, soprattutto i più piccini, fa piangere i soldati e non chi in guerra li ha mandati»

(F. Capelli)

 

Disegni di bandiere delle nazioni di tutto il mondo, cartelloni raffiguranti piramidi, metafore per costruire mattone su mattone azioni di pace, hanno tappezzato le pareti della scuola, unitamente a striscioni appesi alle entrate e alle finestre delle classi, nell’intento di far arrivare all’esterno pensieri e sentimenti fortemente condivisi.

 

 

All’interno del Festival EDUCA 2022 “Parole di guerra, parole di pace”, due classi quarte hanno incontrato l’illustratrice e scrittrice Arianna Papini. Ne è nato un dialogo intenso tra i bambini e l’autrice, che ha proposto alcune attività agli alunni, a partire dalla lettura di due testi: “Felicità è una parola semplice” e “Odore di bombe profumo di pioggia”.


 

Diverse classi hanno analizzato e illustrato la poesia di Gianni Rodari “La luna di Kiev”, un invito a ricordarci che viviamo tutti sotto lo stesso cielo ed abitiamo lo stesso pianeta, al di là della provenienza di ognuno di noi.
La luna è sempre la stessa, da qualunque prospettiva la si osservi, splende nonostante i drammi dell’umanità anche nel cielo squarciato dalle bombe di Kiev, come simbolo di pace, solidarietà e unione tra gli uomini e i popoli.