Graduatoria degli osservatori esterni nelle classi campione della rilevazione nazionale degli apprendimenti a. s. 2018/19

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11 febbraio 2019

Referente Iprase: Chiara Tamanini 
chiara.Tamanini@iprase.tn.it 
0461-494380

Collaborazioni: INVALSI

INVALSI è l’Istituto Nazionale per la VALutazione del Sistema educativo di Istruzione e di formazione che ha il compito di seguire e promuovere i processi di valutazione. Tra le sue attività c’è la produzione, somministrazione e valutazione di prove strutturate al fine di rilevare i livelli di apprendimento degli alunni.
Le prove INVALSI hanno la finalità di realizzare verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti in alcune discipline e in taluni momenti del loro percorso scolastico (Italiano, Matematica ai gradi scolastici 2, 5, 8, 10 e 13 e Inglese ai gradi 5, 8 e 13). Gli scopi della rilevazione sono molteplici. Per approfondimenti si veda la pagina PROVE INVALSI.
 
ANNO SCOLASTICO 2018/2019
 
Pubblicata la graduatoria degli osservatori esterni nelle classi campione della rilevazione nazionale degli apprendimenti a. s. 2018/19. Visualizza graduatoria
 

Formazione degli Osservatori esterni per le prove 2019, Trento, 22 novembre, Roberto Ricci di INVALSI (video dell'incontro)

 
PUBBLICATO IL BANDO PER LA SELEZIONE DEGLI OSSERVATORI INVALSI 2018/19
 
Si ricorda che prima di fare la domanda online è necessario aver letto attentamente il bando.
 
 
I nuovi quadri di riferimento delle prove INVALSI:

 

ANNO SCOLASTICO 2017/2018

Riferimenti normativi

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 62: Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107
Nota MIUR n. 1865 del 10/10/2017: Indicazioni in merito a valutazione, certificazione delle competenze ed Esame di Stato nelle scuole del primo ciclo di istruzione.
D.M. 742 del 3/10/2017 e allegati: Finalità della certificazione delle competenze

 

Pubblicazioni, rapporti e materiali utili

 

Le prove INVALSI nell’ultimo anno del ciclo secondario – Presentazione di Roberto Ricci, gennaio 2019
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Seminario regionale "I nuovi professionali"

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19 febbraio 2019

 

L’istituto Fabio Besta, scuola polo regionale per la formazione relativa al Riordino dell’istruzione professionale, propone un seminario per la presentazione e approfondimento del Riordino dell’Istruzione professionale delineato nel DM 61 2017. Il Seminario è organizzato in modo da raggiungere in maniera capillare ogni istituto professionale del Veneto e del Trentino Alto Adige, in accordo con i rispettivi USR.

Ogni scuola potrà inviare fino a tre docenti incaricati dal DS.

Il Seminario si inserisce nel piano di formazione-informazione e accompagnamento al Riordino dell’Istruzione Professionale previsto con Decreto Dipartimentale n°704 del 24 Aprile 2018, progetto B.
Per partecipare al Seminario è necessario compilare, per ogni docente, il modulo di iscrizione reperibile al link: Modulo di iscrizione al Seminario entro il giorno 11 febbraio 2019. Nel modulo sarà possibile indicare anche particolari esigenze informative/formative individuate dalle Scuole. I contenuti e i materiali utilizzati saranno messi a disposizione su piattaforma dedicata dell’istituto Besta di Treviso, a conclusione del Seminario. Considerata la rilevanza del tema, si auspica un’ampia partecipazione.

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Materiale digitale prodotto dai docenti di tedesco

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14 giugno 2018

Questo materiale è stato prodotto dai docenti di tedesco della scuola primaria e secondaria che hanno partecipato ai corsi "Insegnare tedesco con le nuove tecnologie" di Ornella Cappuccini.

Scuola primaria a.s. 2017/18

Scuola secondaria di primo e secondo grado a.s. 2016/17 - 2017/18

 


 

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Generazione Z: i giovani trentini sono aperti, capaci e soddisfatti di sé

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Comunicato stampa - 31 gennaio 2019

Sono i veri nativi digitali, con un rapporto quotidiano con la tecnologia, iperconnessi, sistematicamente presenti sui social e con una percezione consapevole della complessità della società, del mondo del lavoro e del futuro: i giovani della Generazione Z, i ragazzi dai 14 ai 18 anni nati dopo il 2000 e che dunque hanno conosciuto soltanto il terzo millennio, costituiscono la quasi totalità degli studenti che oggi frequentano gli istituti superiori e sono i soggetti attivi di una ricerca promossa e sostenuta dall'assessorato e dal dipartimento provinciale all'istruzione e cultura, realizzata da Iprase e inserita in un progetto nazionale in collaborazione con l'Istituto Toniolo di Milano. I risultati sorprendono per la positività con cui i ragazzi si percepiscono e per come vivono nel loro contesto familiare e scolastico, mostrando una generazione di giovani che tendenzialmente stanno bene con se stessi, sono aperti al cambiamento e nutrono speranza e ottimismo, nonostante abbiano attraversato un lungo periodo di crisi e siano consapevoli che "l'incertezza è la certezza". 
La ricerca è stata presentata oggi nella Sala Belli della Provincia dall’assessore provinciale all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti e dal direttore di Iprase Luciano Covi.
"Il tema è riuscire a mantenere il livello di eccellenza del sistema scolastico trentino, anche attraverso la conoscenza dei nostri ragazzi" ha detto l'assessore Bisesti. "Questa ricerca ci aiuta ad avviare una riflessione a 360 gradi su come orientare la didattica per coinvolgere sempre di più gli studenti nel loro percorso di formazione ed educarli ad un uso sano della tecnologia".

 

In Trentino lo studio coinvolge oltre 1.600 ragazzi che frequentano dal primo al quinto anno di una ventina di scuole secondarie di secondo grado e dell’istruzione e formazione professionale e si basa su questionari somministrati online, classe per classe e focus group, indagando quindi le percezioni personali dei ragazzi, come ha spiegato Luciano Covi. "Questo è un anno di svolta simbolica per la scuola, ha detto Covi, perché tutti gli iscritti alla scuola secondaria anagraficamente appartengono al nuovo millennio e conoscere questi ragazzi è molto importante per tre ragioni: è una generazione che ha tratti specifici rispetto a quelle del passato; è costituita da un gruppo più esiguo di giovani a causa del calo demografico e dà a noi adulti la possibilità di interrogarci su quali siano i modelli di riferimento che offriamo loro".

Gli obiettivi della ricerca sono quelli di mettere a disposizione di tutti gli operatori della scuola, ma anche di genitori e famiglie, uno strumento utile per elaborare azioni educative, mantenere negli adolescenti un buon livello di motivazione e adesione ai percorsi di istruzione e crescita e facilitare il miglioramento delle loro competenze, oltre a rendere gli adulti più consapevoli delle responsabilità verso il mondo giovanile.

I temi indagati sono molteplici: spaziano dal benessere personale (salute, felicità, autoefficacia, autostima, ecc.) ai valori e atteggiamenti nei confronti del credo religioso, del consumo di alcolici, tabacco e droghe. A ragazze e ragazzi è stato anche chiesto come si pongono nel contesto familiare, che rapporto hanno con i genitori e gli insegnanti e molto altro, attraverso interviste e dialoghi che sono spaccati significativi del loro vissuto e delle loro esperienze.

Pur nella loro eterogeneità i giovani trentini appartenenti al nuovo millennio hanno molti tratti comuni che li distinguono. Sono giovani che dispongono di molteplici strumenti, della possibilità di muoversi e di avere occasioni di confronto: una generazione interessante, ricca di risorse ed energie, disincantata ed indipendente, ma anche fragile, vulnerabile ed esposta ai rischi che connotano la loro fase di vita adolescenziale. L’analisi dei risultati mostra comunque che il benessere fisico ed emotivo dei “giovani Z” è alto, i ragazzi trentini stanno bene, sono felici, hanno buona autostima e si sentono in grado di risolvere i problemi. Anche se molto edonisti ed amanti del successo, si sentono empatici e vogliono prendersi cura degli altri. Accanto ad una grande apertura alle novità e al cambiamento emerge l’attaccamento alle tradizioni; i valori religiosi vengono elaborati in modo molto personale e al contempo si evidenziano medie significative di pregiudizio. Permangono i gap culturali e sociali tra maschi e femmine e tra i diversi indirizzi di istruzione e formazione.

Per quanto riguarda atteggiamenti e abitudini, lo studio mostra che tre giovani su quattro non fumano ed è sporadico il contatto con le droghe. Più diffuso il consumo di alcolici, specialmente il sabato, quando sia maschi sia femmine arrivano a consumare mediamente quasi tre drink. Circa il 98% è iscritto a un social network e oltre il 15% dichiara di essere sempre connesso. Grazie alla rete i giovani sentono di comunicare in modo più schietto e diretto, condividono emozioni e intrattengono relazioni di amicizia e affettive. All’interno del contesto familiare, gli adolescenti trentini apprezzano e percepiscono di vivere accanto a genitori autorevoli e valutano positivamente le comunicazioni con loro. A scuola registrano andamenti piuttosto regolari: quattro ragazzi su cinque dichiarano di non essere mai stati bocciati e tre su cinque di non aver mai ricevuto un debito, percepiscono i propri insegnanti come competenti e riconoscono loro molteplici punti di forza, affermando di partecipare adeguatamente alle attività proposte.

Lo studio, dunque, getta uno sguardo complessivo sull’adolescenza, vista come fase di crescita e come un periodo in cui si fanno i conti con situazioni di rischio e sfide legate alla transizione all’età adulta, ma capace di sviluppare risorse e competenze personali, relazionali e sociali legate al progetto di futuro di ciascuno dei nostri ragazzi.

Fonte: Ufficio Stampa della Provincia Autonoma di Trento

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Safer Internet Day 2019. Giornata europea della sicurezza in rete internet

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5 febbraio 2019
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