Didattica Inclusiva Integrata Didattica Inclusiva Integrata

 
Continua l'attività dei docenti che fanno parte della ricerca-azione sulla "Didattica Inclusiva Integrata", promossa e coordinata da IPRASE. Con la guida dell'esperta Maria Cristina Veneroso, ricercatrice dell'Università di Verona, i docenti elaborano e condividono nuovi materiali attraverso la piattaforma dedicata e incontrandosi in FAD.
 
In questo momento particolare di emergenza, al gruppo di ricerca è sembrato importante mettere a disposizione della comunità scolastica alcuni dei materiali prodotti, validi per potenziare e qualificare la didattica a distanza. I materiali propongono attività che integrano la pedagogia scientifica e le teorie neuropsicologiche dell'attenzione e si fondano sulle premesse sotto riportate, fondamentali da conoscere ai fini della loro corretta fruizione.
 
Apprendimento e Funzioni Esecutive
Il lavoro sugli “stati attentivi” delineato da Francesco Benso (2010) è uno studio complesso che si appoggia su alcuni presupposti argomentati e verificati sperimentalmente che fanno poi discendere logicamente diversi aspetti ed applicazioni in molti ambiti (dalla clinica per disturbi dello sviluppo, agli adulti lesionati, all’apprendimento curricolare,…). Dunque, i modelli teorici, declinati ed applicati alla didattica, supportano e guidano l’elaborazione dei materiali.
 
I punti salienti dei principi metodologici adottati sono:
1) le risorse attentive si esauriscono e fluttuano durante la giornata, pertanto vanno ricaricate con opportuni esercizi (mirati al potenziamento delle Funzioni Esecutive); questo primo aspetto è fondamentale per aumentare i tempi di attenzione durante le diverse attività scolastiche;
2) è necessario ridurre al minimo le attività basate su automatismi ed esercizi stereotipati; i materiali che vengono proposti forniscono un’idea di come è stato gestito dai proponenti questo punto fondamentale;
3) la frequente stimolazione del sistema attentivo-esecutivo può direttamente sviluppare l'assetto neurocognitivo del singolo individuo, migliorandone gli indici di memorizzazione, come dimostrato da diversi lavori a livello neuroscientifico (per una rassegna si veda Benso, 2019).

Di seguito un approfondimento su cosa sono e perché è utile potenziare gli aspetti esecutivi anche nell’apprendimento.
 
Cosa sono le Funzioni Esecutive?
Le Funzioni Esecutive sono un insieme di processi mentali che ci aiutano a connettere l’esperienza passata con l’azione presente per dare risposte congrue con quanto l’ambiente di volta in volta ci richiede.

Le Funzioni Esecutive ci forniscono le risorse utili allo svolgimento di attività complesse come ad esempio il pianificare ed organizzare strategie, il prestare attenzione, ricordare dettagli, gestire lo spazio e il tempo.
Sono abilità e processi che vengono utilizzati da ognuno di noi quotidianamente come ad esempio quando riusciamo a:
pianificare la giornata, la settimana… il nostro tempo;
● monitorare e stimare il tempo utile a terminare un lavoro;
● gestire più cose contemporaneamente;
● operare confronti tra esperienze passate e presenti al fine di elaborare anche nuove
risposte;
● valutare le idee e riflettere sul nostro lavoro;
● chiedere aiuto o cercare più informazioni quando ne abbiamo bisogno;
● aspettare di parlare fino a quando non siamo chiamati a farlo;
● apportare correzioni in corso d’opera mentre pensiamo, leggiamo, scriviamo, ...
 
E quando c’è una fatica in questi processi?
Alcune volte si può presentare qualche fatica nella gestione delle competenze esecutive precedentemente rappresentate. Tale fatica si può manifestare a qualsiasi età, ma tende ad essere più evidente quando i bambini frequentano le classi della scuola primaria.

I bambini con cadute in una o più Funzioni Esecutive possono presentare difficoltà nel:
● pianificare il lavoro da svolgere a casa e/o a scuola;
● stimare in quanto tempo un progetto può essere portato a termine;
● narrare storie (scritte o parlate) e organizzare il racconto in maniera organizzata e
sequenziale;
● memorizzare, recuperare ed elaborare le informazioni dalla memoria;
● iniziare attività quotidiane o compiti scolastici;
● riuscire a svolgere “doppi compiti” ad esempio, scrivere e gestire l'ortografia, leggere alla
lavagna e copiare sul quaderno, scrivere e pianificare un testo, leggere e comprendere un
testo scritto, ...
 
Quando si sviluppano le Funzioni Esecutive?
Le abilità esecutive si sviluppano gradualmente e con tempi differenti da persona a persona.

Ci sono, ad esempio, bambini che possono ancora faticare nella gestione di attività che necessitano di più prolungati tempi di attenzione, laddove i loro coetanei, con maggior e meglio indirizzate “risorse”, riescono con più facilità a rispondere alle diverse richieste ambientali. Una poderosa letteratura internazionale conferma sempre più come vi sia una certa correlazione tra le Difficoltà di Apprendimento e qualche difficoltà nella gestione delle abilità esecutive.
La buona notizia è che le Funzioni Esecutive possono essere allenate attraverso specifici Training.
In particolare i materiali proposti pongono l’attenzione sulle Funzioni Esecutive che sono molto sollecitate e richieste in fase di apprendimento: Avvio, Flessibilità e Riaggiornamento in memoria di lavoro, Pianificazione.
 

Perché le Funzioni Esecutive sono un fattore chiave nell’attività scolastica e nelle performance di apprendimento?
Dalla primaria alla secondaria di I grado e poi, in avanti, alla secondaria di II grado, la scuola richiede strategie organizzative sempre più complesse quali/quantitativamente.

Le aree in cui gli studenti affrontano “sfide” esecutive quotidiane sono ad esempio:

svolgimento dei compiti a casa: viene richiesto agli studenti di scrivere correttamente tutti i compiti, portarsi a casa il materiale necessario per il lavoro, completare i compiti in tempo e ricordarsi di consegnare il lavoro il giorno dopo;
mantenimento dello scopo: gli studenti durante l’esecuzione delle richieste scolastiche devono tenere attive molte informazioni e tanti dettagli contemporaneamente e questo implica un grande dispendio di risorse attentive; pensiamo, ad esempio, a quanto questi sistemi vengano massimamente stressati durante le interrogazioni o lo svolgimento dei compiti a casa, ma anche nelle attività extra curriculari;
attivazione: è la capacità di cominciare a lavorare sul compito, sia esso scolastico o anche quotidiano come ad esempio il “semplice” alzarsi la mattina per iniziare la giornata;
scrittura e pianificazione del testo: agli studenti viene richiesto di scrivere elaborati coesi, integrati, analitici, che siano ben organizzati, dando priorità agli aspetti importanti;
selezionare le informazioni più importanti nel prendere appunti, studiare o scrivere.

Dunque, possiamo concludere che un buon funzionamento esecutivo permette di gestire tutti questi compiti con efficienza ed efficacia.
 

Quali sono le Funzioni Esecutive?

LA FLESSIBILITÀ – è l’abilità di cambiare strategia o rivedere il piano di azione quando cambiano le condizioni/i requisiti. I bambini che si comportano in maniera “poco flessibile” fanno fatica a gestire un cambio nelle loro routine e/o a gestire un compito che richiede parecchi cambi di azione; possono, al contrario, presentare perseverazioni nella medesima strategia solutoria.
LA MEMORIA DI LAVORO – è l’abilità a mantenere informazioni a mente e usarle per completare un compito. I bambini che faticano ad elaborare le informazioni in memoria di lavoro mostrano in genere una certa lentezza procedurale e difficoltà sia nel rievocare quanto studiato sia nel confrontare e rielaborare le informazioni verbali.
L’AVVIO… INIZIARE UN COMPITO – è l’abilità a riconoscere quando è tempo di iniziare a fare qualcosa e riuscire a non rimandare/posticipare l’inizio dell’impegno richiesto. I bambini con questo tipo di fatica hanno problemi a iniziare i compiti e rimandano un compito o lavoro da eseguire fino all’ultimo minuto. Vengono a volte visti come pigri e svogliati; bisogna però sottolineare che questi bambini rimandano perché non sanno come e da dove iniziare. Molti bambini che hanno difficoltà ad iniziare hanno problemi anche con la pianificazione e l’organizzazione di strategie utili e funzionali all'esecuzione delle richieste.
LA PIANIFICAZIONE – è l’abilità di “creare” e mantenere adeguati livelli di attenzione nel e sul compito al fine di “portare traccia” e monitorare le informazioni in compiti scritti e/o verbali.
Questa abilità è strettamente legata alla definizione delle priorità. I bambini che fanno fatica nella gestione delle abilità organizzative sono ad esempio quelli che perdono quaderni e libri, quelli che non riescono ad organizzare la cartella o il pomeriggio di studio. I bambini con poche abilità in quest’area capiscono il valore dell’organizzazione ma sono incapaci, perché forniti di poche e mal indirizzate risorse, di organizzare materiali ed informazioni.
 

ALCUNI DEI MATERIALI PRODOTTI

Materiali classe prima: Giochi di avvio_1^ primaria – GLI_1^ primaria – Numero 18_1^ primaria – GN_1^ primaria – Numero 19_1^ primaria – Sottrazione_1^ primaria – SCI SCE_1^ primaria
Materiali classe seconda: Pasot immagini_2^ primaria – Matematica_2^ primaria – Italiano_2^ primaria
Materiali classe terza: Frazioni_3^ primaria – Giochi didattici e Funzioni Esecutive_3^ primaria – La descrizione_3^ primaria – Storia_Evoluzione uomo_3^ primaria – Poligoni_3^ primaria – Nome + aggettivo_3^ primaria

PRIME RIFLESSIONI SULLA DIDATTICA A DISTANZA

L’emergenza che la scuola sta vivendo, non poteva, come gruppo di ricerca che si occupa di didattica ed inclusione, non coinvolgerci in una riflessione critica sul come poter declinare «per tutti e per ciascuno» il vecchio nel nuovo, in un’ottica di rinnovamento in cui prospetticamente il nuovo possa poi, con il ritorno alla «normalità», divenire quel valore aggiunto da non abbandonare, ma al contrario da continuare a curare e potenziare.
La prima azione messa in atto nel gruppo di ricerca è stata l'interrogarsi su quali siano le criticità ed i vantaggi della didattica a distanza.
L’analisi delle risposte dei componenti ha evidenziato come, relativamente alle criticità, gli aspetti più preoccupanti per i docenti siano quelli legati al monitoraggio e valutazione dell’apprendimento e all’aggancio emotivo-motivazionale dei bambini. Altro aspetto critico è la riscontrata dilatazione dei tempi di lavoro di ogni singolo docente, a cui, però, non sempre è corrisposta un’effettiva resa in termini di efficienza ed efficacia degli intenti didattici.
I docenti hanno individuato, nell’esperienza della didattica a distanza, come aspetti positivi quelli relativi all’opportunità sia di acquisizione di maggiori competenze informatiche sia di reperimento di risorse che la Rete offre in termini di contenuti, varietà di proposte, opportunità di approfondimento.
Nell’immagine 1 è riportata la distribuzione percentuale delle risposte dei docenti appartenenti al gruppo di ricerca alla domanda “Secondo la tua esperienza, quali sono le criticità più importanti della didattica a distanza?”

Immagine 1 - Distribuzione percentuale delle risposte dei docenti appartenenti al gruppo di ricerca alla domanda “Secondo la tua esperienza, quali sono le criticità più importanti della didattica a distanza?”

 

Nell’immagine 2 è riportata la distribuzione percentuale delle risposte dei docenti appartenenti al gruppo di ricerca alla domanda "Secondo la tua esperienza quali sono gli aspetti positivi più rilevanti della didattica a distanza?"

Immagine 2 - Distribuzione percentuale delle risposte dei docenti appartenenti al gruppo di ricerca alla domanda "Secondo la tua esperienza quali sono gli aspetti positivi più rilevanti della didattica a distanza?”

 

Il gruppo di ricerca, a partire dall’analisi dei risultati, ha elaborato e condiviso un protocollo di gestione delle attività di didattica a distanza. Di seguito le scelte metodologiche intraprese:

TEMPO-Durata  delle sessioni delle lezioni online/videoregistrate
Sicuramente, sapendo quanto l’attenzione e la memoria siano fattori chiave dell’apprendimento, è stato prioritario considerare, nella strutturazione delle attività da proporre, il TEMPO in funzione della “TENUTA ATTENTIVA” dei bambini.
Nella didattica a distanza tutti i bambini, ma ancor più quelli che presentano difficoltà di apprendimento, possono correre il rischio di «perdersi». Soprattutto questi alunni, non avendo sufficienti risorse per reggere le richieste attentive della scuola in presenza, potrebbero ancor di più (soprattutto se non supportati dalla famiglia) allontanarsi da una scuola a distanza che proponga un “semplice trasferimento” dalle metodologie cartacee a quelle digitali.
Si è deciso pertanto di produrre materiali di presentazione delle diverse proposte didattiche disciplinari (italiano-matematica-storia) con tempi medi di durata pari a circa 30 minuti per sessione.

STRUTTURAZIONE DELLE CLASSI (per i discenti che effettuano lezioni online)
Il gruppo di ricerca decide di prevedere per ogni sessione di lavoro un numero massimo di 4/5 alunni. La strutturazione dei gruppi, coerente con la conoscenza dei diversi profili e caratteristiche di apprendimento degli alunni da parte dei docenti, dovrebbe garantire a tutti i bambini l’accesso ai contenuti di apprendimento.

OBIETTIVI DIDATTICI-Modalità di proposta dei contenuti
Ogni sessione sarà strutturata, a prescindere dalla disciplina, in:

  1. presentazione sintetica, da parte del docente, del contenuto che si affronterà;
  2. gioco di ATTIVAZIONE coerente con il contenuto cognitivo che si affronterà successivamente (ad esempio lettura veloce di parole e colori per l’area linguistica, ecc.);
  3. presentazione dei contenuti della lezione precedente e verifica dell’avvenuta stabilizzazione degli stessi;
  4. presentazione dei nuovi contenuti;
  5. esecuzione di attività didattiche integrate (obiettivo didattico + potenziamento esecutivo) sui contenuti proposti;
  6. presentazione delle attività da svolgere a casa.

VERIFICA E VALUTAZIONE
Il gruppo di ricerca, decide, all’unanimità, di orientare la valutazione e verifica dell’apprendimento verso una modalità prevalentemente autovalutativa e di riflessione metacognitiva su quanto svolto. Tale attività verrà presentata al termine di ogni sessione di lavoro; per i docenti che utilizzano le lezioni online, la verifica potrà essere proposta anche durante la sessione.