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Come si può
aiutare lo studente dislessico |
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Occorre un’alleanza stretta tra genitori, insegnanti ed esperti
del settore. Lo studente va aiutato a prendere consapevolezza delle
sue difficoltà e del suo diverso funzionamento intellettivo: essere
una persona diversamente abile non vuol dire essere inferiori agli
altri. Occorre conoscere e accettare queste differenze per trovare
strategie alternative nell’affrontare i vari compiti scolastici.
Alcune direttrici di questi aiuti potrebbero essere (Parziani,
Consolaro, Bombardelli, 2002):
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Credere nell’alunno, nel suo successo formativo,
capirlo e sostenerlo nei suoi sforzi, gratificarlo rompendo il
circolo vizioso della caduta dell’autostima e offrendogli sfide
cognitive in grado di vincere; |
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Ridurre il suo disagio concedendogli tempi più
lunghi per svolgere i compiti, elaborare le domande e le relative
riposte; |
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Utilizzare strumenti informatici dotati di
videoscrittura con correttore ortografico e sintesi vocale; |
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Utilizzare strumenti informatici come dei CD Rom
interattivi per migliorare le capacità lessiche e ridurre il
danno causato dal disturbo specifico (ad esempio: “Lettura di
base 1” e “Lettura di base 2” di Andrich e Miato, Erickson,
Trento, 2002); |
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Utilizzare la calcolatrice. |
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Generalmente i ragazzi dislessici migliorano notevolmente nell’accuratezza
della lettura (leggere senza fare errori) e poco nella velocità,
che resta sempre inferiore rispetto a quella dei ragazzi di pari
età.
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