OPINIONI SULLA SCUOLA CHE CAMBIA   luglio-agosto 2004

L'esperienza Learning Village


IL VILLAGGIO 
DELL'APPRENDIMENTO CONTINUO 


La riflessione di Franco Torcellan 
del Comitato Scientifico Scuole in Rete
 

di Luisa Bortolotti 


Che cos'è il Learning Village ?
Il Learning Village è un progetto permanente e in continua evoluzione che identifica spazi reali e virtuali di interazione e cooperazione tra docenti, studenti, famiglie e organizzazioni del territorio (Scuole, Università, Regione, Province, Comuni, Musei, Biblioteche, Associazioni Culturali) riuniti in una partnership attiva e  supportati da strumenti tecnologicamente avanzati per garantire una formazione ed un apprendimento di alto
profilo.
L'iniziativa è stata lanciata a Padova nel corso di EXPO' Scuola 2003, Salone dell’istruzione e della formazione, dell’Educazione per l’infanzia e dell’Educazione degli adulti (
http://www.exposcuola.it). Il Learning Village si è materializzato in uno spazio espositivo di 150 metri quadrati volto a ricostruire un ambiente di apprendimento integrato e complesso, organizzato in stazioni in cui agivano una scuola italiana, una scuola straniera e un loro partner (pubblico o privato). 

Ogni visitatore veniva accolto presso una “reception” gestita da ragazzi che indirizzano l’ospite nei centri di interesse a seconda del suo ruolo (docente, preside, studente, assessore all'istruzione, segretario, socio di associazione culturale). 
Ogni stazione era dotata di personal computer collegati in rete wireless gestita attraverso un’antenna centrale.
Tutte le stazioni erano poi collegate in web-conference con le rispettive scuole o museo/biblioteca/ecc.
Numerosi pannelli illustravano i progetti in corso e un’aula virtuale proponeva workshop e incontri di formazione lungo tutto l'arco della giornata espositiva.
Il successo a dire di tutti, e soprattutto degli organizzatori del Salone, è stato notevole, tanto che l'esperienza verrà ripetuta nelle prossime due edizioni  e che l'intero EXPO' Scuola tenderà a ristrutturarsi seguendo le linee organizzative e di cooperazione individuate dal Learning Village.  
Ma il Learning Village è comunque prima di tutto un insieme di progettualità gestite nel territorio e in specifici ambienti di cooperazione on-line.


Come è nata l'esperienza del Learning Village ?

Potremmo dire che tutto  ha avuto origine dal rapporto tra una azienda e una scuola in territorio particolarmente sensibile all'innovazione e attivo nel gestire processi di formazione.
L'azienda in questione è la GlobalComm Spa di Sarcedo
(http://www.global-asp.it/), la scuola è il Liceo Scientifico "Nicolo' Tron" di Schio (http://www.tron.vi.it), l'area territoriale è quella dell'Altovicentino.

Io sono venuto presto in contatto con tale realtà, nel 2000, proprio nel momento in cui aveva raggiunto una piena realizzazione un sistema di gestione dell'organizzazione del liceo realizzato mediante un server Domino IBM e l'applicativo Lotus Notes.
L'occasione fu una ricognizione sul campo effettuata nell'ambito di una ricerca dell'IRRE Veneto centrata sui modelli di formazione a distanza e sulla figura del docente esperto nelle tecnologie della rete per la gestione della propria formazione e dell'attività didattica. In quell'occasione è stato realizzato anche uno studio di caso sull'esperienza della scuola (Giorgio Pizzolato, Il caso del Liceo Scientifico “N. Tron” di Schio (VI), IRRE Veneto, 2002,
http://www.irre.veneto.it/fad/doc/casotron.pdf). L'Istituto è stato comunque più volte oggetto di studio in ricerche e tesi di laurea (si veda il recente lavoro di Roberto Luban, eLearning Village. Innovazione e cambiamento per un nuovo rapporto tra scuola e territorio, Università di Padova , 2001-02).
L'idea principale alla base dell'agire della scuola era, ed è, la centralità dell'allievo e il suo successo formativo. L'Istituto coniuga quindi la ricerca dell'innovazione per sviluppare la didattica e l'organizzazione ai principi della Qualità per una attenta gestione dei processi e per il miglioramento continuo.
Le tecnologie sopra descritte hanno reso possibile il raggiungimento di obiettivi altamente significativi. Il sistema elaborato da GlobalComm, Master Mind, continuamente perfezionato sulla scorta del feedback della sperimentazione sul campo, aveva già allora implementato quel modello di organizzazione scolastica e di sistema formativo che sarebbe divenuto il modello coscientemente e sistematicamente perseguito dal Learning Village. 
Mi riferisco al modello delle 4 C di Federico Butera.

Le 4C del modello indicano le quattro dimensioni fondamentali del sistema scuola, ossia:

una "comunità" performante orientata all’innovazione;
una "cooperazione" intrinseca, per cui le persone lavorano insieme con obiettivi comuni e condivisi, con comunità di pratiche, con regole sviluppate in parte dai membri stessi  dell’organizzazione;
una "comunicazione" estesa, basata sull’utilizzo delle forme e dei modi più adeguati  e che si estende oltre i confini dell’organizzazione;
una "conoscenza condivisa" tra i membri dell’organizzazione, che si preoccupano di promuovere e di gestire in modo ottimale tutte le forme di sapere maturate all’interno e acquisite dall’esterno.
La scuola viene dunque vista come una comunità performante professionale orientata ai risultati: un sistema che attiva processi innovativi i quali, mantenendo l’attenzione focalizzata sui bisogni dello studente, puntano al miglioramento continuo dell’offerta scolastica e al “successo formativo” di tutti gli studenti.


Come funziona Mastermind ?

Mastemind
(http://www.global-asp.it/globalcomm/portale.nsf/
AuxNamedElements/6AFCA3C1B8B4CD0BC1256C3200499796?OpenDocument)
consente lo scambio di messaggi, la condivisione delle rubriche e delle agende, della modulistica, delle procedure, della documentazione delle attività didattiche, nonché la gestione dei processi di approvazione della documentazione e dei workflow delle varie attività inerenti alla formazione e al supporto della stessa.
Le finalità generali dell’applicazione sono riassumibili nei seguenti punti:
_ poter gestire (senza carta) gli avvisi, le circolari, le riunioni;
_poter accumulare e distribuire conoscenze utili per la didattica o più in generale per l'attività formative  dello studente;
_ poter comunicare in modo sincrono (chat) e asincrono (forum) all'interno della comunità (creatasi nella singola scuola) e tra comunità di scuole diverse;
_ poter cooperare a distanza, costruendo progetti tra utenti della stessa scuola o di scuole diverse;
_ aprire un significativo sistema di relazioni con persone appartenenti ad altri istituti di istruzione,  creare legami con associazioni culturali o enti formativi, instaurare un dialogo con le comunità di lavoro e di interesse a cui si fa riferimento, indipendentemente dalla collocazione territoriale.
Attraverso il sistema di database, è perciò possibile gestire tutta la documentazione didattica e amministrativa, inerente le diverse attività che si svolgono quotidianamente nella scuola, potendo utilizzare un supporto multimediale sempre accessibile a tutti gli utenti registrati. La “piattaforma” elettronica permette altresì l’aggiornamento e la modifica dei contenuti e mette a disposizione anche i tradizionali strumenti per la navigazione su Internet. 
Ai servizi base offerti dal sistema Master Mind, è possibile aggiungere altre funzionalità, in rapporto al livello di innovazione che si vuole raggiungere - o che la scuola è in grado di “assimilare”. 
Dal quadro completo dei servizi messi a disposizione e attivabili con il software, si notano le sei principali categorie di funzioni, che riguardano gli strumenti di comunicazione interpersonale (Comunication), la possibilità di “fare rete” e, quindi, di condividere le risorse e le conoscenze (Network), gli aspetti maggiormente legati alla didattica (Learning), le procedure e i materiali a disposizione per la diffusione della Qualità Totale (Quality Doc), le funzionalità per la verifica costante dell’efficienza del sistema (Miglioramento Continuo) e altri Servizi di Supporto. 
Tutti gli studenti e i docenti accedono al sistema tramite il proprio nome utente e una password.
Le “pagine” on line offrono la possibilità di effettuare una Ricerca di documenti all’interno del sito, attraverso l’inserimento della parola o della frase di interesse; è presente anche il tool Help, che indica le modalità per l’utilizzo delle funzioni messe a disposizione e specifica le procedure da seguire, per l’inserimento di nuovi documenti o per la modifica di quelli già esistenti.
La schermata “tipo” di presentazione dei contenuti, illustra alcune informazioni sul documento: titolo, autore dell’informazione e data di creazione, nome dell’iniziativa/incarico, progetto, responsabile del progetto. Inoltre, è possibile salvare il file sulla memoria del proprio computer, stampare la pagina e consultare gli eventuali allegati relativi all’argomento e indicati nella parte inferiore della pagina. 
Il sistema permette di gestire documenti ipertestuali, offrendo la possibilità di inserire link di approfondimento all’interno del testo, che rimandano a pagine web esterne o ad altre sezioni del sito. 
L’organizzazione dei contenuti presenta una struttura ramificata, secondo una tecnica di specificazione progressiva degli argomenti. A partire da un elenco di categorie tematiche che compaiono al primo livello, i documenti vengono raggruppati in insiemi omogenei. Con la funzione “Espandi ”, è possibile avere una visione complessiva di tutti i contributi presenti all’interno di una determinata sezione.
Solo gli amministratori del sistema interagiscono, per le attività complesse di gestione, usando un client Lotus Notes. Gli utenti accedono al sistema e ai suoi servizi esclusivamente mediante un browser internet (Internet Exlorer 5.5 o superiore per una piena funzionalità).


Come si arriva dalla scuola al Learning Village ?

Il modello delle 4 C prima descritto presuppone che la partecipazione di tutti i soggetti, coinvolti nella pianificazione e nell’erogazione dell'azione educativa e formativa, sia veramente attiva e che altri “attori” siano chiamati a far parte integrante della rete di interazioni: realtà aziendali, professionali, sociali, istituzionali e formative connesse ai contesti lavorativi.

La connessione con enti pubblici o organizzazioni private è finalizzata alla creazione di una “Macroimpresa della Formazione”, che opera in direzione dell’ampliamento e dell’innovazione dell’offerta formativa nell’istituto e a disposizione dell’intera comunità territoriale di riferimento. (audioregistrazione:
http://www.scuoleinrete.net/audiolv/FrancoTorcellan_231003.wvx; Slide PowerPoint: http://www.culturalpeadria.net/learningvillage/mediatecalv.nsf/
7414151d4820206fc1256afb003b5253/e4ee4752fa47a5b2c1256
dc80054501c?OpenDocument
)
In questo senso infatti, la scuola, in connessione con gli altri attori-interlocutori della rete, che le conferiscono una migliore capacità di intercettare i bisogni della comunità di riferimento, può produrre un impatto positivo e propositivo sul sistema culturale, sociale ed economico del territorio, attraverso la pianificazione degli adeguati interventi formativi.
Grazie all’esistenza di processi di comunicazione interattiva e di collaborazione interistituzionale, tra la scuola e la comunità locale, possono così essere concertate le opportune risposte progettuali e operative, nelle aree dell’orientamento scolastico e professionale, della transizione scuola-lavoro, del disagio e della dispersione scolastica.
Le tecnologie della rete (come ben illustra lo schema qui presentato) si rivelano dunque fondamentali per attuare quel complesso sistema definito "macroimpresa della formazione" che pone lo studente, ma anche il cittadino, in una logica di lifelonf learning, al centro di una fitta rete di relazioni, e di un vasto insieme di opportunità formative.
Nasce così Scuole In Rete (
http://www.scuoleinrete.net), comunità on line predisposta da GlobalComm Spa e promossa da alcune realtà associate: Dipartimento di Studi finanziari, industriali e tecnologici (Economia) - Verona (VR), IPSIA Garbin - Schio (Vicenza), IRRE Veneto - Mestre (Venezia), Liceo Scientifico "Nicolò Tron" - Schio (Vicenza), Orientamento in rete - Alto Vicentino - Schio (Vicenza), Rasis, TIC - Venezia (VE).

I suoi scopi sono:
_ offrire un facile accesso a informazioni e notizie sul mondo della scuola, sulle singole istituzioni scolastiche e sui loro progetti;
_ promuovere la discussione e l’approfondimento sulle varie esperienze superando le difficoltà di comunicazione;
_ pubblicare materiali didattici utilizzabili per l’aggiornamento e l’autoformazione in rete e la formazione a distanza;
_ innescare processi di cooperazione fra scuole su progetti didattici specifici, creando nuove forme di collaborazione su obiettivi condivisi, attraverso la consapevolezza dei ruoli di ciascuno.
La comunità agisce per progetti; quelli attualmente avviati sono

-          Cultur Alpe-Adria (
http://www.culturalpeadria.net)

-          CampuSchio (
http://www.campuschio.net), 
-          Corsi TIC 2003 (http://www.scuoleinrete.net/tic)
-          CTG (http://www.ctg.it), 
-          OrientamentoInRete (http://www.orientamentoinrete.org), 
-          Patrimonio Industriale (http://www.patrimonioindustriale.it), 
-          Progetto Pilota 2 (http://www.scuoleinrete.net/istruzioneveneto), 
-          Santorso Archeologica (http://www.santorsoarcheologica.it), 
-          Sentieri Didattici (http://www.scuoleinrete.net/sentierididattici)
-          Società Storici Economia (http://www.sisenet.it), 
-          Tech & Teach (http://www.irre.veneto.it/tet), 
-          VCO Storia In Rete (http://vco.storiainrete.net/), 
-          19141918.org (http://www.19141918.org). 
Ognuno dei progetti si svolge in uno specifico "campus virtuale" organizzato per la specifica comunità secondo il modello delle 4 C e cioè in quatto aree: informazione (notizie, comunicazioni, materiali di studio, ecc.), comunicazione (chat, forum), condivisione (archivi di risorse), cooperazione (prodotti e documentazione).
La dimensione produttiva è un tratto distintivo anche di quei progetti che si caratterizzano maggiormente come iniziative di e-learning o di formazione on-line. L'agire cooperativo permette di praticare una complessa valutazione dei processi e dei prodotti che va dall'autovalutazione, alla valutazione esterna (soddisfazione del cliente), alla valutazione da parte degli esperti (certificazione), secondo criteri che vengono applicati per individuare i punti di forza e le aree da migliorare secondo i principi e le procedure della Qualità Totale. 
Va anche ricordato in proposito che Mastemind è in grado di supportare o anticipare il percorso delle scuole e delle organizzazioni in genere verso la certificazione di qualità  ISO 9001-2000, gestendo la documentazione e le approvazioni.
Ponendo l'attenzione più propriamente sulla didattica, va evidenziato che la realizzazione del portfolio delle competenze dello studente previsto dal progetto di Riforma, trova il Liceo "N. Tron" di Schio in fase avanzata di sperimentazione di un sistema digitale di mappatura delle competenze e di verifica del raggiungimento degli obiettivi personalizzati in cui l'allievo è il vero protagonista della rilevazione delle non conformità e dei processi di miglioramento che conducono alla certificazione degli apprendimenti.
Nata da una sperimentazione condotta nell'ambito dell'insegnamento di Matematica
(http://www.scuoleinrete.net/ScuoleInRete/portale.nsf/4da51cca5381b9c
8c1256c6e0031c92b/af823f664c5cc1f8c1256d4b002b5825?OpenDocument),
questa iniziativa, denominata TQLM (Total Quality Learning Management) si è diffusa a tutte le discipline di alcune classi con la prospettiva, non solo di estendersi a tutta la scuola, ma anche di diventare uno dei servizi offerti da Scuole In Rete e che caratterizzeranno il Learning Village. 
La realizzazione e la gestione del portfolio delle competenze dell'allievo assumono dunque una valenza sociale e non si propongono quali atti scolastici autoreferenti. Innanzitutto, essi consentono di praticare una effettiva continuità tra ordini di scuole e permettono l'incontro con la realtà territoriale, determinando precise procedure di orientamento inteso non solo come informazione dell'allievo, ma anche e soprattutto come luogo di incontro tra le sue attitudini, capacità, aspirazioni e la specificità della società e dell'economia della zona con i suoi tipici profili professionali e le sue proprie espressioni cognitive. 
Del resto la tematica dell'orientamento dà origine ad un campus virtuale di Scuole In Rete: Orientamento In Rete (http://www.orientamentoinrete.org). 


Quanto è grande il Learning Village ?

Il Village è fortemente legato all'area scledense (si veda Campuschio:
http://www.campuschio.net/) e all'altovicentino, territori nei quali è nato e nei quali le comunità fisiche estendono le loro opportunità di comunicazione, condivisione e cooperazione attraverso le tecnologie dei campus.
Scuole In Rete è comunque una comunità fatta di comunità e i suoi confini sono in continuo ampliamento.

Facilmente si potrà rilevare la presenza di progettualità che portano in territori lontani: ad esempio, VCO Storia In Rete (
http://vco.storiainrete.net/) fa capo al comune e alle scuole di Verbania, Patrimonio Industriale (http://www.patrimonioindustriale.it) opera quantomeno un gemellaggio con un'altra area industriale dalla lunga storia e cioè Terni.

Nelle tre giornate di EXPO’ Scuola (Padova, ottobre 2003) hanno animato lo spazio espositivo del Village partner istituzionali, aziende e associazioni del vicentino, ma anche della più ampia realtà del Veneto e di altre regioni italiane.
 Il Village è dunque grande e in espansione e la sua dimensione più ampia è quella dell’Europa. L’iniziativa si è collocata infatti sotto l’egida e il finanziamento della Regione del Veneto – Dipartimento Relazioni Internazionali e nell’ambito delle azioni della Comunità di Lavoro di Alpe-Adria (
http://www.alpeadria.org).

Nel Village, come già esplicitato, torva collocazione il progetto Cultur Alpe-Adria (
http://www.culturalpeadria.net) che ha l’obiettivo di mettere in rete, attraverso le già descritte tecnologie, le istituzioni scolastiche e della formazione professionale, le università, i musei e le biblioteche delle regioni europee facenti parte della Comunità di Lavoro e di quelle che hanno chiesto di entrarne a far parte.

In tale ambito sta prendendo avvio in questi giorni il cosiddetto Progetto “Educazione alla Nuova Europa – Il portfolio dello studente”. Una decisa ristrutturazione del campus virtuale Cultural Alpe-Adria, ora in via di progettazione, consentirà di avviare attività cooperative che portino alcune scuole venete, in abbinamento con scuole dei paesi dell’Allargamento dell’Unione Europea, ad elaborare e sperimentare un portfolio europeo dello studente (o almeno una prima elementare mappatura di competenze per il cittadino europeo).
Il progetto acquisirà gli obiettivi già formalizzati per quanto riguarda l’informatica, le ICT e le lingue e svilupperà una sezione per l’individuazione delle identità locali e una per le radici comuni dell’Europa, oltre ad una relativa alle istituzioni e al funzionamento dell’Unione.

Precise procedure di valutazione consentiranno di certificare l’apprendimento degli allievi (di età compresa tra i 13 e i 16 anni), che potranno così ricevere un “patentino” attestante le competenze maturate.

Il lavoro prenderà origine dal suggerimento di un percorso iconografico: docenti e allievi proporranno in un apposito ambiente on-line un’immagine, una fotografia, una mappa o un disegno del proprio territorio o relativo ad un elemento locale dal quale ricaveranno, mediante attività cooperative, le caratteristiche tipiche della propria identità, ma anche gli elementi comuni della dimensione europea. I docenti elaboreranno la documentazione del processo didattico e le scuole partner si scambieranno la valutazione reciproca dei prodotti realizzati.  

Lo svolgimento del progetto si sviluppa sul consolidato modello dei percorsi didattici sul proprio territorio già sperimentato con successo dalle scuole italiane ed europee nella formula dei Sentieri Didattici (
http://www.scuoleinrete.net/sentierididattici) e dei Sentieri di Alpe-Adria (http://www.culturalpeadria.net).

La conoscenza e la valorizzazione del proprio territorio e della cultura di appartenenza sono infatti concepite nel Learning Village come strumenti indispensabili per attivare reti locali e per interagire tra comunità vicine e lontane.


Ma il Learning Village diverrà una “città virtuale” ?

Le prospettive di sviluppo delle partnership e delle progettualità sono ampie e complesse. Basti pensare che sulla scia degli incontri e dei contatti presso il Salone a Padova è nato il Club degli Innovatori Digitali, comunità di imprese (al momento 40) che intendono cooperare tra loro e con le istituzioni, nel territorio e on-line, perseguendo l’innovazione e utilizzando le nuove tecnologie per gestire le loro relazioni, la loro organizzazione e la loro attività commerciale. Tra i settori di intervento si distinguono il supporto ai servizi per il cittadino e la formazione.
E innovazione, servizi al cittadino, formazione, cittadinanza europea sono le coordinate della rotta che sta seguendo il Learning Village dirigendosi verso territori ampi e nuove comunità che definiscono una dimensione metaforica e concreta al contempo più ampia della città.
Il Learning Village nell’organizzare le partnership e le reti locali si dovrebbe infatti avviare verso la costituzione  di quelli che abbiamo definito “Distretti Formanti”.


Che cosa sono i “Distretti Formanti” ?
Il concetto di “Distretto Formante” nasce dalle riflessioni e dalle esperienze di un gruppo di ricercatori e formatori attivi tra Veneto e Friuli – Venezia Giulia: in quest’ultima regione si stanno avviando specifiche progettazioni che vedono la sinergia di enti locali, imprese, istituzioni scolastiche ed altri soggetti attivi nel territorio (si veda il sito
http://www.distrettiformanti.it e, in particolare, la sintesi degli interventi del convegno “Tecnologia, una sfida. Influsso della cultura tecnologica sull’evoluzione della realtà socio-economica attuale”, che ha avuto luogo il 2-3 dicembre presso la Fiera di Udine, nell’ambito di S.I.G.L.A., Salone Imprenditorialità Giovanile e Lavoro Autonomo.)
I “distretti formanti” sono realtà territoriali, composte da più Comuni, caratterizzate da una comunità (formante) con una storia e un’identità attuale determinate significativamente dalla tecnologia e da una tensione all’innovazione. 
Sono quindi aree in cui si può individuare una marcata specificità nelle attività produttive e, al contempo, una decisa attitudine all’agire cooperativo, con la formazione di reti al proprio interno e con soggetti appartenenti ad altri territori, fino ad aprirsi all’ormai imprescindibile dimensione europea.
L’obiettivo di fondo delle “comunità formanti” è la Qualità, che va intesa come qualità dei prodotti e dei servizi erogati, perseguita attraverso procedure di miglioramento continuo, ma anche, più complessivamente, come qualità della vita e quindi qualità dell’ambiente, perseguita attraverso procedure di sviluppo sostenibile e di valorizzazione dei beni culturali ed ambientali.
Simili realtà sono, di conseguenza, caratterizzate da una forte tensione alla condivisione delle conoscenze e alla cooperazione, tanto che il loro tratto distintivo più marcato è l’attivazione di continue azioni e piani di formazione che coinvolgono una molteplicità di soggetti e di categorie.
La formazione viene dunque intesa come lifelong learning, formazione lungo tutto l’arco della vita e la complessità del sistema socio-economico e, conseguentemente dei bisogni, fa emergere una molteplicità di agenzie di formazione che affiancano la scuola e l’università in un’azione integrata. Le imprese, luogo di innovazione, non sono solo destinatarie delle ricadute della formazione, sono anche uno dei luoghi più importanti di produzione del sapere e di realizzazione di attività formative: sono, in sostanza, a pieno titolo, luogo di “apprendimento sociale” in quanto generano e trasmettono una consistente quantità di competenze  che caratterizzano la cultura e l’identità locale, connotandole in profondità, fino alla dimensione cognitiva.
La necessità di condividere risorse e conoscenze, di attivare forme di cooperazione, di costruire reti interne e con realtà vicine e lontane, sviluppa nei “distretti formanti” un ampio ricorso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione: le “comunità formanti” estendono dunque la loro attività e le loro relazioni attraverso lo sviluppo di web community e di campus virtuali per la formazione e l’agire cooperativo.
I “distretti formanti” sono quindi realtà operative che agiscono in maniera pianificata per migliorare la qualità della vita dei singoli e della comunità.  L’azione dei professionisti e dei tecnici è caratterizzata perciò da una attenta e dinamica progettazione; al contempo, la vita dei cittadini è caratterizzata da una forte partecipazione alle scelte e alle decisioni.
La dimensione della partecipazione si intreccia fortemente con quella della progettazione nelle esperienze di “progettazione partecipata” in cui gruppi organizzati di cittadini interagiscono direttamente e operativamente con tecnici e professionisti per sviluppare progetti di realizzazioni e di forme di gestione del territorio che abbiano la maggior rispondenza possibile ai bisogni della comunità.  La “progettazione partecipata” è dunque, contemporaneamente, un momento decisionale, un momento operativo, un momento di formazione.
Nei “distretti formanti” gli interventi sull’attività produttiva e sulla gestione del territorio devono dunque coinvolgere sempre, oltre ai tecnici e ai professionisti, anche i cittadini e in particolare i giovani: lo sviluppo di azioni orientate alla promozione di procedure virtuose nel mondo delle imprese o nella gestione del territorio, deve essere il più possibile accompagnato dalla divulgazione dell’informazione su tali interventi e dalla diffusione di comportamenti sociali dei cittadini positivi e congruenti alla soluzione dei problemi su cui tecnici e professionisti stanno intervenendo.
E’ questa concezione pervasiva della tecnologia e della formazione che lega insieme le idee e i progetti in una dimensione di comunità (formante) e di progettualità sociale di ampio respiro, che trova utile organizzazione in intese tra soggetti istituzionali e privati formalizzate in piani territoriali integrati.
E' ciò che sta avvenendo nella Bassa Friulana e nella zona di Cividale (UD) e su cui si comincia a lavorare anche nell'Altovicentino.


Chi governa e gestisce il Learning Village e tale complessità ?
L'organizzazione complessiva del Learning Village è estremamente flessibile: ogni partner (scuola, istituzione, azienda, associazione, …) beneficia della condivisione delle risorse e può attivare sinergie.
Il principio è che tutti possono cooperare con tutti, ma nessuno deve creare ostacoli all'azione degli altri. La progettazione viene intesa quindi in modo minimalista: non si cerca il progetto perfetto che metta insieme tutti, ma il progetto realizzabile, che possa partire con rapidità e raggiungere rapidamente alcuni risultati parziali che aprano la strada a prospettive più ampie e ambiziose. Del resto per promuovere l'innovazione e la diffusione delle tecnologie è necessario aprire strade nuove e sfruttare l'azione di "pionieri" che possono illustrare operativamente la rispondenza di prodotti e servizi a bisogni di cui i contesti sociali non hanno ancora piena coscienza. 
Buona parte del successo del Learning Village sta proprio qui. Pertanto la gestione non risulta così difficile come potrebbe lasciar intendere la complessità del progetto complessivo: accordi, intese e sinergie si definiscono in progress e per specifiche progettualità.
Non di meno, il Village,  orientato verso la dimensione dei Distretti Formanti, ha necessità di essere individuato con chiarezza in alcuni soggetti di riferimento e in una entità operativa certa, continuativa e di ampio raggio d'azione.
Da un lato quindi, a breve, Scuole In Rete si costituirà in forma di associazione costituendo un'area di dibattito e di indirizzo culturale. Dall'altro, nello scorso gennaio, è stata fondata una cooperativa di ex allievi del Liceo Scientifico "N. Tron" di Schio.
La Cooperativa ha nome "Loom", telaio in lingua inglese, con evidente riferimento alla storica vocazione scledense nella produzione di lane e tessuti, ma anche a richiamo della tessitura di reti di cooperazione attraverso le tecnologie.
La Loom costituirà un serbatoio di risorse organizzate per acquisire e gestire le commesse che soprattutto gli enti locali cominciano ad indirizzare al Learning Village.

La Cooperativa si prefigge finalità educative e formative, allo scopo di accrescere le competenze e le esperienze degli allievi acquisite con il normale curriculum scolastico e di svilupparne le propensioni impegnandoli in attività imprenditoriali avviate direttamente o in partnership con altre istituzioni e imprenditori locali, organizzate in forma di “bottega rinascimentale” (facendone quindi risaltare il “saper fare” come artigiani), nonché in forma di “accademia” (nella quale si esalta la cooperazione e il reciproco scambio tra maestro ed allievo). 
Tra le attività che la Loom potrà svolgere in campo educativo e sociale si distinguono in particolare le seguenti:

-          formazione e qualificazione scolastica e professionale;
-          assistenza alle attività formative e alle attività scolastiche ed educative;
-          attività di ricerca applicata a favore di imprese, enti pubblici e privati;
-          progettazione di corsi per la definizione di figure professionali rispondenti alle esigenze del territorio;
-          promozione e sostegno di nuove attività intraprese da ex-studenti;
-          edizione di materiale informativo;
-          trattamento ed elaborazione dati;
-          gestione di centri di stampa, piccola editoria e distribuzione;
-          gestione di portali e reti;
-          gestione di centri studenteschi e di animazione culturale, sportiva e ricreativa;
-          consulenza nell’uso dei sistemi informatici e nella progettazione degli stessi;

L'organo di indirizzo delle politiche di intervento della Loom è peraltro individuato nel Comitato Scientifico di Scuole in Rete (
http://www.scuoleinrete.net/ScuoleInRete/portale.nsf/AuxNamedElements/
890A357098EEE18AC1256DA7006D1FFF?OpenDocument
): le idee emerse nell'ampio dibattito associativo, opportunamente organizzate da una équipe di specifici competenti, orienteranno quindi l'azione della sua entità operativa in uno scambio continuo e proficuo tra riflessioni culturali e richieste specifiche di prodotti e servizi per la soddisfazione dei bisogni.  

 


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