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Che cos'è il Learning
Village ?
Il Learning Village è un progetto permanente e in continua
evoluzione che identifica spazi reali e virtuali di
interazione e cooperazione tra
docenti, studenti, famiglie e organizzazioni del
territorio (Scuole, Università, Regione, Province,
Comuni, Musei, Biblioteche, Associazioni Culturali)
riuniti in una partnership attiva e supportati da strumenti tecnologicamente avanzati
per garantire una formazione ed un apprendimento di alto
profilo.
L'iniziativa
è stata lanciata a Padova nel corso di EXPO' Scuola
2003, Salone dell’istruzione
e della formazione, dell’Educazione per l’infanzia e
dell’Educazione degli adulti (http://www.exposcuola.it).
Il Learning Village si è materializzato in uno spazio
espositivo di 150 metri quadrati volto
a ricostruire un ambiente di apprendimento integrato e
complesso, organizzato in stazioni in cui agivano una
scuola italiana, una scuola straniera e un loro partner
(pubblico o privato).
Ogni visitatore
veniva accolto presso una “reception” gestita da
ragazzi che indirizzano l’ospite nei centri di
interesse a seconda del suo ruolo (docente, preside,
studente, assessore all'istruzione, segretario, socio di
associazione culturale).
Ogni stazione era
dotata di personal computer collegati in rete wireless
gestita attraverso un’antenna centrale.
Tutte le stazioni
erano poi collegate in web-conference con le rispettive
scuole o museo/biblioteca/ecc.
Numerosi pannelli
illustravano i progetti in corso e un’aula virtuale
proponeva workshop e incontri di formazione lungo tutto
l'arco della giornata espositiva.
Il successo a dire
di tutti, e soprattutto degli organizzatori del Salone,
è stato notevole, tanto che l'esperienza verrà
ripetuta nelle prossime due edizioni
e che l'intero EXPO' Scuola tenderà a
ristrutturarsi seguendo le linee organizzative e di
cooperazione individuate dal Learning Village.
Ma il Learning Village è comunque prima di tutto un insieme di
progettualità gestite nel territorio e in specifici
ambienti di cooperazione on-line.
Come è nata l'esperienza
del Learning Village ?
Potremmo
dire che tutto ha
avuto origine dal rapporto tra una azienda e una scuola
in territorio particolarmente sensibile all'innovazione
e attivo nel gestire processi di formazione.
L'azienda
in questione è la GlobalComm Spa di Sarcedo (http://www.global-asp.it/),
la scuola è il Liceo Scientifico "Nicolo' Tron"
di Schio (http://www.tron.vi.it),
l'area territoriale è quella dell'Altovicentino.
Io sono
venuto presto in contatto con tale realtà, nel 2000,
proprio nel momento in cui aveva raggiunto una piena
realizzazione un sistema di gestione dell'organizzazione
del liceo realizzato mediante un server Domino IBM e
l'applicativo Lotus Notes.
L'occasione fu una ricognizione sul campo effettuata
nell'ambito di una ricerca dell'IRRE Veneto centrata sui
modelli di formazione a distanza e sulla figura del
docente esperto nelle tecnologie della rete per la
gestione della propria formazione e dell'attività
didattica. In quell'occasione è stato realizzato anche
uno studio di caso sull'esperienza della scuola (Giorgio
Pizzolato, Il
caso del Liceo Scientifico “N. Tron” di Schio (VI),
IRRE Veneto, 2002, http://www.irre.veneto.it/fad/doc/casotron.pdf).
L'Istituto è stato comunque più volte oggetto di
studio in ricerche e tesi di laurea (si veda il recente
lavoro di Roberto Luban, eLearning Village. Innovazione
e cambiamento per un nuovo rapporto tra scuola e
territorio, Università di Padova , 2001-02).
L'idea
principale alla base dell'agire della scuola era, ed è,
la centralità dell'allievo e il suo successo formativo.
L'Istituto coniuga quindi la ricerca dell'innovazione
per sviluppare la didattica e l'organizzazione ai
principi della Qualità per una attenta gestione dei
processi e per il miglioramento continuo.
Le
tecnologie sopra descritte hanno reso possibile il
raggiungimento di obiettivi altamente significativi. Il
sistema elaborato da GlobalComm, Master Mind,
continuamente perfezionato sulla scorta del feedback
della sperimentazione sul campo, aveva già allora
implementato quel modello di organizzazione scolastica e
di sistema formativo che sarebbe divenuto il modello
coscientemente e sistematicamente perseguito dal
Learning Village.
Mi
riferisco al modello delle 4 C di Federico Butera.
Le
4C del modello indicano le quattro dimensioni
fondamentali del sistema scuola, ossia:
una
"comunità" performante orientata
all’innovazione;
una
"cooperazione" intrinseca, per cui le persone
lavorano insieme con obiettivi comuni e condivisi, con
comunità di pratiche, con regole sviluppate in parte
dai membri stessi dell’organizzazione;
una
"comunicazione" estesa, basata sull’utilizzo
delle forme e dei modi più adeguati e che si estende oltre i confini
dell’organizzazione;
una
"conoscenza condivisa" tra i membri
dell’organizzazione, che si preoccupano di promuovere
e di gestire in modo ottimale tutte le forme di sapere
maturate all’interno e acquisite dall’esterno.
La scuola
viene dunque vista come una comunità performante
professionale orientata ai risultati: un sistema che
attiva processi innovativi i quali, mantenendo
l’attenzione focalizzata sui bisogni dello studente,
puntano al miglioramento continuo dell’offerta
scolastica e al “successo formativo” di tutti gli
studenti.
Come funziona Mastermind ?
Mastemind (http://www.global-asp.it/globalcomm/portale.nsf/
AuxNamedElements/6AFCA3C1B8B4CD0BC1256C3200499796?OpenDocument)
consente lo scambio di messaggi, la condivisione delle
rubriche e delle agende, della modulistica, delle
procedure, della documentazione delle attività
didattiche, nonché la gestione dei processi di
approvazione della documentazione e dei workflow
delle varie attività inerenti alla formazione e al
supporto della stessa.
Le
finalità generali dell’applicazione sono riassumibili
nei seguenti punti:
_ poter gestire (senza carta) gli avvisi, le circolari, le
riunioni;
_poter accumulare e distribuire conoscenze utili per la
didattica o più in generale per l'attività formative
dello studente;
_
poter comunicare in modo sincrono (chat) e
asincrono (forum) all'interno della comunità
(creatasi nella singola scuola) e tra comunità di
scuole diverse;
_
poter cooperare a distanza, costruendo progetti tra
utenti della stessa scuola o di scuole diverse;
_
aprire un significativo sistema di relazioni con persone
appartenenti ad altri istituti di istruzione, creare legami con associazioni culturali o enti
formativi, instaurare un dialogo con le comunità di
lavoro e di interesse a cui si fa riferimento,
indipendentemente dalla collocazione territoriale.
Attraverso
il sistema di database, è perciò possibile gestire
tutta la documentazione didattica e amministrativa,
inerente le diverse attività che si svolgono
quotidianamente nella scuola, potendo utilizzare un
supporto multimediale sempre accessibile a tutti gli
utenti registrati. La “piattaforma” elettronica
permette altresì l’aggiornamento e la modifica dei
contenuti e mette a disposizione anche i tradizionali
strumenti per la navigazione su Internet.
Ai
servizi base offerti dal sistema Master
Mind, è possibile aggiungere altre funzionalità,
in rapporto al livello di innovazione che si vuole
raggiungere - o che la scuola è in grado di
“assimilare”.
Dal
quadro completo dei servizi messi a disposizione e
attivabili con il software, si notano le sei principali
categorie di funzioni, che riguardano gli strumenti di
comunicazione interpersonale (Comunication), la
possibilità di “fare rete” e, quindi, di
condividere le risorse e le conoscenze (Network), gli
aspetti maggiormente legati alla didattica (Learning),
le procedure e i materiali a disposizione per la
diffusione della Qualità Totale (Quality Doc), le
funzionalità per la verifica costante dell’efficienza
del sistema (Miglioramento Continuo) e altri Servizi di
Supporto.
Tutti
gli studenti e i docenti accedono al sistema tramite il
proprio nome utente e una password.
Le
“pagine” on line offrono la possibilità di
effettuare una Ricerca di documenti all’interno
del sito, attraverso l’inserimento della parola o
della frase di interesse; è presente anche il tool Help,
che indica le modalità per l’utilizzo delle funzioni
messe a disposizione e specifica le procedure da
seguire, per l’inserimento di nuovi documenti o per la
modifica di quelli già esistenti.
La
schermata “tipo” di presentazione dei contenuti,
illustra alcune informazioni sul documento: titolo,
autore dell’informazione e data di creazione, nome
dell’iniziativa/incarico, progetto, responsabile del
progetto. Inoltre, è possibile salvare il file
sulla memoria del proprio computer, stampare la
pagina e consultare gli eventuali allegati
relativi all’argomento e indicati nella parte
inferiore della pagina.
Il
sistema permette di gestire documenti ipertestuali,
offrendo la possibilità di inserire link di
approfondimento all’interno del testo, che rimandano a
pagine web esterne o ad altre sezioni del sito.
L’organizzazione
dei contenuti presenta una struttura ramificata, secondo
una tecnica di specificazione progressiva degli
argomenti. A partire da un elenco di categorie tematiche
che compaiono al primo livello, i documenti vengono
raggruppati in insiemi omogenei. Con la funzione “Espandi
”, è possibile avere una visione complessiva di
tutti i contributi presenti all’interno di una
determinata sezione.
Solo
gli amministratori del sistema interagiscono, per le
attività complesse di gestione, usando un client Lotus
Notes. Gli utenti accedono al sistema e ai suoi servizi
esclusivamente mediante un browser internet (Internet
Exlorer 5.5 o superiore per una piena funzionalità).
Come si arriva dalla scuola al Learning Village ?
Il modello
delle 4 C prima descritto presuppone che la
partecipazione di tutti i soggetti, coinvolti nella
pianificazione e nell’erogazione dell'azione educativa
e formativa, sia veramente attiva e che altri
“attori” siano chiamati a far parte integrante della
rete di interazioni: realtà aziendali, professionali,
sociali, istituzionali e formative connesse ai contesti
lavorativi.
La
connessione con enti pubblici o organizzazioni private
è finalizzata alla creazione di una “Macroimpresa
della Formazione”, che opera in direzione
dell’ampliamento e dell’innovazione dell’offerta
formativa nell’istituto e a disposizione dell’intera
comunità territoriale di riferimento. (audioregistrazione:
http://www.scuoleinrete.net/audiolv/FrancoTorcellan_231003.wvx;
Slide PowerPoint:
http://www.culturalpeadria.net/learningvillage/mediatecalv.nsf/
7414151d4820206fc1256afb003b5253/e4ee4752fa47a5b2c1256
dc80054501c?OpenDocument)
In
questo senso infatti, la scuola, in connessione con gli
altri attori-interlocutori della rete, che le
conferiscono una migliore capacità di intercettare i
bisogni della comunità di riferimento, può produrre un
impatto positivo e propositivo sul sistema culturale,
sociale ed economico del territorio, attraverso la
pianificazione degli adeguati interventi formativi.
Grazie
all’esistenza di processi di comunicazione interattiva
e di collaborazione interistituzionale, tra la scuola e
la comunità locale, possono così essere concertate le
opportune risposte progettuali e operative, nelle aree
dell’orientamento scolastico e professionale, della
transizione scuola-lavoro, del disagio e della
dispersione scolastica.
Le
tecnologie della rete (come ben illustra lo schema qui
presentato) si rivelano dunque fondamentali per attuare
quel complesso sistema definito "macroimpresa della
formazione" che pone lo studente, ma anche il
cittadino, in una logica di lifelonf learning, al centro
di una fitta rete di relazioni, e di un vasto insieme di
opportunità formative.
Nasce così
Scuole In Rete (http://www.scuoleinrete.net),
comunità on line predisposta da GlobalComm Spa e
promossa da alcune realtà associate: Dipartimento di
Studi finanziari, industriali e tecnologici (Economia) -
Verona (VR), IPSIA Garbin - Schio (Vicenza), IRRE Veneto
- Mestre (Venezia), Liceo Scientifico "Nicolò Tron"
- Schio (Vicenza), Orientamento in rete - Alto Vicentino
- Schio (Vicenza), Rasis, TIC - Venezia (VE).
I suoi
scopi sono:
_
offrire
un facile accesso a informazioni e notizie sul mondo
della scuola, sulle singole istituzioni scolastiche e
sui loro progetti;
_
promuovere
la discussione e l’approfondimento sulle varie
esperienze superando le difficoltà di comunicazione;
_
pubblicare
materiali didattici utilizzabili per l’aggiornamento e
l’autoformazione in rete e la formazione a distanza;
_
innescare
processi di cooperazione fra scuole su progetti
didattici specifici, creando nuove forme di
collaborazione su obiettivi condivisi, attraverso la
consapevolezza dei ruoli di ciascuno.
La comunità agisce per progetti; quelli attualmente avviati sono:
- Cultur
Alpe-Adria (http://www.culturalpeadria.net),
-
CampuSchio
(http://www.campuschio.net),
-
Corsi
TIC 2003 (http://www.scuoleinrete.net/tic),
-
CTG (http://www.ctg.it),
-
OrientamentoInRete
(http://www.orientamentoinrete.org),
-
Patrimonio
Industriale (http://www.patrimonioindustriale.it),
-
Progetto
Pilota 2 (http://www.scuoleinrete.net/istruzioneveneto),
-
Santorso
Archeologica (http://www.santorsoarcheologica.it),
-
Sentieri
Didattici (http://www.scuoleinrete.net/sentierididattici),
-
Società
Storici Economia (http://www.sisenet.it),
-
Tech & Teach (http://www.irre.veneto.it/tet),
-
VCO
Storia In Rete (http://vco.storiainrete.net/),
-
19141918.org
(http://www.19141918.org).
Ognuno dei progetti si svolge in uno specifico "campus
virtuale" organizzato per la specifica comunità
secondo il modello delle 4 C e cioè in quatto aree:
informazione (notizie, comunicazioni, materiali di
studio, ecc.), comunicazione (chat, forum), condivisione
(archivi di risorse), cooperazione (prodotti e
documentazione).
La dimensione produttiva è un tratto distintivo anche di quei progetti
che si caratterizzano maggiormente come iniziative di
e-learning o di formazione on-line. L'agire cooperativo
permette di praticare una complessa valutazione dei
processi e dei prodotti che va dall'autovalutazione,
alla valutazione esterna (soddisfazione del cliente),
alla valutazione da parte degli esperti
(certificazione), secondo criteri che vengono applicati
per individuare i punti di forza e le aree da migliorare
secondo i principi e le procedure della Qualità Totale.
Va anche ricordato in proposito che Mastemind è in grado di supportare
o anticipare il percorso delle scuole e delle
organizzazioni in genere verso la certificazione di
qualità ISO
9001-2000, gestendo la documentazione e le approvazioni.
Ponendo l'attenzione più propriamente sulla didattica, va evidenziato
che la realizzazione del portfolio delle competenze
dello studente previsto dal progetto di Riforma, trova
il Liceo "N. Tron" di Schio in fase avanzata
di sperimentazione di un sistema digitale di mappatura
delle competenze e di verifica del raggiungimento degli
obiettivi personalizzati in cui l'allievo è il vero
protagonista della rilevazione delle non conformità e
dei processi di miglioramento che conducono alla
certificazione degli apprendimenti.
Nata da una sperimentazione condotta nell'ambito dell'insegnamento di
Matematica (http://www.scuoleinrete.net/ScuoleInRete/portale.nsf/4da51cca5381b9c
8c1256c6e0031c92b/af823f664c5cc1f8c1256d4b002b5825?OpenDocument),
questa iniziativa, denominata TQLM (Total Quality
Learning Management) si è diffusa a tutte le discipline
di alcune classi con la prospettiva, non solo di
estendersi a tutta la scuola, ma anche di diventare uno
dei servizi offerti da Scuole In Rete e che
caratterizzeranno il Learning Village.
La realizzazione e la gestione del portfolio delle competenze
dell'allievo assumono dunque una valenza sociale e non
si propongono quali atti scolastici autoreferenti.
Innanzitutto, essi consentono di praticare una effettiva
continuità tra ordini di scuole e permettono l'incontro
con la realtà territoriale, determinando precise
procedure di orientamento inteso non solo come
informazione dell'allievo, ma anche e soprattutto come
luogo di incontro tra le sue attitudini, capacità,
aspirazioni e la specificità della società e
dell'economia della zona con i suoi tipici profili
professionali e le sue proprie espressioni cognitive.
Del resto la tematica dell'orientamento dà origine ad un campus
virtuale di Scuole In Rete: Orientamento In Rete (http://www.orientamentoinrete.org).
Quanto
è grande il Learning Village ?
Il
Village è fortemente legato all'area scledense (si veda
Campuschio: http://www.campuschio.net/)
e all'altovicentino, territori nei quali è nato e nei
quali le comunità fisiche estendono le loro opportunità
di comunicazione, condivisione e cooperazione attraverso
le tecnologie dei campus.
Scuole
In Rete è comunque una comunità fatta di comunità e i
suoi confini sono in continuo ampliamento.
Facilmente
si potrà rilevare la presenza di progettualità che
portano in territori lontani: ad esempio, VCO Storia In
Rete (http://vco.storiainrete.net/)
fa capo al comune e alle scuole di Verbania, Patrimonio
Industriale (http://www.patrimonioindustriale.it)
opera
quantomeno un gemellaggio con un'altra area industriale
dalla lunga storia e cioè Terni.
Nelle
tre giornate di EXPO’ Scuola (Padova, ottobre 2003)
hanno animato lo spazio espositivo del Village partner
istituzionali, aziende e associazioni del vicentino, ma
anche della più ampia realtà del Veneto e di altre
regioni italiane.
Il
Village è dunque grande e in espansione e la sua
dimensione più ampia è quella dell’Europa.
L’iniziativa si è collocata infatti sotto l’egida e
il finanziamento della Regione del Veneto –
Dipartimento Relazioni Internazionali e nell’ambito
delle azioni della Comunità di Lavoro di Alpe-Adria (http://www.alpeadria.org).
Nel
Village, come già esplicitato, torva collocazione il
progetto Cultur
Alpe-Adria (http://www.culturalpeadria.net)
che ha l’obiettivo di mettere in rete, attraverso le
già descritte tecnologie, le istituzioni scolastiche e
della formazione professionale, le università, i musei
e le biblioteche delle regioni europee facenti parte
della Comunità di Lavoro e di quelle che hanno chiesto
di entrarne a far parte.
In
tale ambito sta prendendo avvio in questi giorni il
cosiddetto Progetto “Educazione alla Nuova Europa –
Il portfolio dello studente”. Una decisa
ristrutturazione del campus virtuale Cultural Alpe-Adria,
ora in via di progettazione, consentirà di avviare
attività cooperative che portino alcune scuole venete,
in abbinamento con scuole dei paesi dell’Allargamento
dell’Unione Europea, ad elaborare e sperimentare un
portfolio europeo dello studente (o almeno una prima
elementare mappatura di competenze per il cittadino
europeo).
Il
progetto acquisirà gli obiettivi già formalizzati per
quanto riguarda l’informatica, le ICT e le lingue e
svilupperà una sezione per l’individuazione delle
identità locali e una per le radici comuni
dell’Europa, oltre ad una relativa alle istituzioni e
al funzionamento dell’Unione.
Precise
procedure di valutazione consentiranno di certificare
l’apprendimento degli allievi (di età compresa tra i
13 e i 16 anni), che potranno così ricevere un
“patentino” attestante le competenze maturate.
Il
lavoro prenderà origine dal suggerimento di un percorso
iconografico: docenti e allievi proporranno in un
apposito ambiente on-line un’immagine, una fotografia,
una mappa o un disegno del proprio territorio o relativo
ad un elemento locale dal quale ricaveranno, mediante
attività cooperative, le caratteristiche tipiche della
propria identità, ma anche gli elementi comuni della
dimensione europea. I docenti elaboreranno la
documentazione del processo didattico e le scuole
partner si scambieranno la valutazione reciproca dei
prodotti realizzati.
Lo
svolgimento del progetto si sviluppa sul consolidato
modello dei percorsi didattici sul proprio territorio già
sperimentato con successo dalle scuole italiane ed
europee nella formula dei Sentieri Didattici (http://www.scuoleinrete.net/sentierididattici)
e dei Sentieri di Alpe-Adria (http://www.culturalpeadria.net).
La
conoscenza e la valorizzazione del proprio territorio e
della cultura di appartenenza sono infatti concepite nel
Learning Village come strumenti indispensabili per
attivare reti locali e per interagire tra comunità
vicine e lontane.
Ma
il Learning Village diverrà una “città virtuale” ?
Le
prospettive di sviluppo delle partnership e delle
progettualità sono ampie e complesse. Basti pensare che
sulla scia degli incontri e dei contatti presso il
Salone a Padova è nato il Club degli Innovatori
Digitali, comunità di imprese (al momento 40) che
intendono cooperare tra loro e con le istituzioni, nel
territorio e on-line, perseguendo l’innovazione e
utilizzando le nuove tecnologie per gestire le loro
relazioni, la loro organizzazione e la loro attività
commerciale. Tra i settori di intervento si distinguono
il supporto ai servizi per il cittadino e la formazione.
E
innovazione, servizi al cittadino, formazione,
cittadinanza europea sono le coordinate della rotta che
sta seguendo il Learning Village dirigendosi verso
territori ampi e nuove comunità che definiscono una
dimensione metaforica e concreta al contempo più ampia
della città.
Il
Learning Village nell’organizzare le partnership e le
reti locali si dovrebbe infatti avviare verso la
costituzione di
quelli che abbiamo definito “Distretti Formanti”.
Che
cosa sono i “Distretti Formanti” ?
Il
concetto di “Distretto Formante” nasce dalle
riflessioni e dalle esperienze di un gruppo di
ricercatori e formatori attivi tra Veneto e Friuli –
Venezia Giulia: in quest’ultima regione si stanno
avviando specifiche progettazioni che vedono la sinergia
di enti locali, imprese, istituzioni scolastiche ed
altri soggetti attivi nel territorio (si veda il sito http://www.distrettiformanti.it
e, in particolare, la sintesi degli interventi del
convegno “Tecnologia, una sfida. Influsso della
cultura tecnologica sull’evoluzione della realtà
socio-economica attuale”, che ha avuto luogo il 2-3
dicembre presso la Fiera di Udine, nell’ambito di
S.I.G.L.A., Salone Imprenditorialità Giovanile e Lavoro
Autonomo.)
I
“distretti formanti” sono realtà territoriali,
composte da più Comuni, caratterizzate da una comunità
(formante) con una storia e un’identità attuale
determinate significativamente dalla tecnologia e da una
tensione all’innovazione.
Sono
quindi aree in cui si può individuare una marcata
specificità nelle attività produttive e, al contempo,
una decisa attitudine all’agire cooperativo, con la
formazione di reti al proprio interno e con soggetti
appartenenti ad altri territori, fino ad aprirsi
all’ormai imprescindibile dimensione europea.
L’obiettivo
di fondo delle “comunità formanti” è la Qualità,
che va intesa come qualità dei prodotti e dei servizi
erogati, perseguita attraverso procedure di
miglioramento continuo, ma anche, più complessivamente,
come qualità della vita e quindi qualità
dell’ambiente, perseguita attraverso procedure di
sviluppo sostenibile e di valorizzazione dei beni
culturali ed ambientali.
Simili
realtà sono, di conseguenza, caratterizzate da una
forte tensione alla condivisione delle conoscenze e alla
cooperazione, tanto che il loro tratto distintivo più
marcato è l’attivazione di continue azioni e piani di
formazione che coinvolgono una molteplicità di soggetti
e di categorie.
La
formazione viene dunque intesa come lifelong learning,
formazione lungo tutto l’arco della vita e la
complessità del sistema socio-economico e,
conseguentemente dei bisogni, fa emergere una
molteplicità di agenzie di formazione che affiancano la
scuola e l’università in un’azione integrata. Le
imprese, luogo di innovazione, non sono solo
destinatarie delle ricadute della formazione, sono anche
uno dei luoghi più importanti di produzione del sapere
e di realizzazione di attività formative: sono, in
sostanza, a pieno titolo, luogo di “apprendimento
sociale” in quanto generano e trasmettono una
consistente quantità di competenze che caratterizzano la cultura e l’identità
locale, connotandole in profondità, fino alla
dimensione cognitiva.
La
necessità di condividere risorse e conoscenze, di
attivare forme di cooperazione, di costruire reti
interne e con realtà vicine e lontane, sviluppa nei
“distretti formanti” un ampio ricorso alle
tecnologie dell’informazione e della comunicazione: le
“comunità formanti” estendono dunque la loro
attività e le loro relazioni attraverso lo sviluppo di
web community e di campus virtuali per la formazione e
l’agire cooperativo.
I
“distretti formanti” sono quindi realtà operative
che agiscono in maniera pianificata per migliorare la
qualità della vita dei singoli e della comunità.
L’azione dei professionisti e dei tecnici è caratterizzata
perciò da una attenta e dinamica progettazione; al
contempo, la vita dei cittadini è caratterizzata da una
forte partecipazione alle scelte e alle decisioni.
La
dimensione della partecipazione si intreccia fortemente
con quella della progettazione nelle esperienze di
“progettazione partecipata” in cui gruppi
organizzati di cittadini interagiscono direttamente e
operativamente con tecnici e professionisti per
sviluppare progetti di realizzazioni e di forme di
gestione del territorio che abbiano la maggior
rispondenza possibile ai bisogni della comunità. La “progettazione partecipata” è dunque,
contemporaneamente, un momento decisionale, un momento
operativo, un momento di formazione.
Nei
“distretti formanti” gli interventi sull’attività
produttiva e sulla gestione del territorio devono dunque
coinvolgere sempre, oltre ai tecnici e ai
professionisti, anche i cittadini e in particolare i
giovani: lo sviluppo di azioni orientate alla promozione
di procedure virtuose nel mondo delle imprese o nella
gestione del territorio, deve essere il più possibile
accompagnato dalla divulgazione dell’informazione su
tali interventi e dalla diffusione di comportamenti
sociali dei cittadini positivi e congruenti alla
soluzione dei problemi su cui tecnici e professionisti
stanno intervenendo.
E’
questa concezione pervasiva della tecnologia e della
formazione che lega insieme le idee e i progetti in una
dimensione di comunità (formante) e di progettualità
sociale di ampio respiro, che trova utile organizzazione
in intese tra soggetti istituzionali e privati
formalizzate in piani territoriali integrati.
E' ciò
che sta avvenendo nella Bassa Friulana e nella zona di
Cividale (UD) e su cui si comincia a lavorare anche
nell'Altovicentino.
Chi
governa e gestisce il Learning Village e tale complessità
?
L'organizzazione
complessiva del Learning Village è estremamente
flessibile: ogni partner (scuola, istituzione, azienda,
associazione, …) beneficia della condivisione delle
risorse e può attivare sinergie.
Il
principio è che tutti possono cooperare con tutti, ma
nessuno deve creare ostacoli all'azione degli altri. La
progettazione viene intesa quindi in modo minimalista:
non si cerca il progetto perfetto che metta insieme
tutti, ma il progetto realizzabile, che possa partire
con rapidità e raggiungere rapidamente alcuni risultati
parziali che aprano la strada a prospettive più ampie e
ambiziose. Del resto per promuovere l'innovazione e la
diffusione delle tecnologie è necessario aprire strade
nuove e sfruttare l'azione di "pionieri" che
possono illustrare operativamente la rispondenza di
prodotti e servizi a bisogni di cui i contesti sociali
non hanno ancora piena coscienza.
Buona
parte del successo del Learning Village sta proprio qui.
Pertanto la gestione non risulta così difficile come
potrebbe lasciar intendere la complessità del progetto
complessivo: accordi, intese e sinergie si definiscono
in progress e per specifiche progettualità.
Non
di meno, il Village,
orientato verso la dimensione dei Distretti
Formanti, ha necessità di essere individuato con
chiarezza in alcuni soggetti di riferimento e in una
entità operativa certa, continuativa e di ampio raggio
d'azione.
Da
un lato quindi, a breve, Scuole In Rete si costituirà
in forma di associazione costituendo un'area di
dibattito e di indirizzo culturale. Dall'altro, nello
scorso gennaio, è stata fondata una cooperativa di ex
allievi del Liceo Scientifico "N. Tron" di
Schio.
La
Cooperativa ha nome "Loom", telaio in lingua
inglese, con evidente riferimento alla storica vocazione
scledense nella produzione di lane e tessuti, ma anche a
richiamo della tessitura di reti di cooperazione
attraverso le tecnologie.
La
Loom costituirà un serbatoio di risorse organizzate per
acquisire e gestire le commesse che soprattutto gli enti
locali cominciano ad indirizzare al Learning Village.
La
Cooperativa si prefigge finalità educative e formative,
allo scopo di accrescere le competenze e le esperienze
degli allievi acquisite con il normale curriculum
scolastico e di svilupparne le propensioni impegnandoli
in attività imprenditoriali avviate direttamente o in
partnership con altre istituzioni e imprenditori locali,
organizzate in forma di “bottega rinascimentale”
(facendone quindi risaltare il “saper fare” come
artigiani), nonché in forma di “accademia” (nella
quale si esalta la cooperazione e il reciproco scambio
tra maestro ed allievo).
Tra
le attività che la Loom potrà svolgere in campo
educativo e sociale si distinguono in particolare le
seguenti:
-
formazione e qualificazione scolastica e
professionale;
-
assistenza alle attività formative e alle
attività scolastiche ed educative;
-
attività di ricerca applicata a favore di
imprese, enti pubblici e privati;
-
progettazione di corsi per la definizione di
figure professionali rispondenti alle esigenze del
territorio;
-
promozione e sostegno di nuove attività
intraprese da ex-studenti;
-
edizione di materiale informativo;
-
trattamento ed elaborazione dati;
-
gestione di centri di stampa, piccola editoria
e distribuzione;
-
gestione di portali e reti;
-
gestione di centri studenteschi e di animazione
culturale, sportiva e ricreativa;
-
consulenza nell’uso dei sistemi informatici e
nella progettazione degli stessi;
L'organo
di indirizzo delle politiche di intervento della Loom è
peraltro individuato nel Comitato Scientifico di Scuole
in Rete (http://www.scuoleinrete.net/ScuoleInRete/portale.nsf/AuxNamedElements/
890A357098EEE18AC1256DA7006D1FFF?OpenDocument): le
idee emerse nell'ampio dibattito associativo,
opportunamente organizzate da una équipe di specifici
competenti, orienteranno quindi l'azione della sua entità
operativa in uno scambio continuo e proficuo tra
riflessioni culturali e richieste specifiche di prodotti
e servizi per la soddisfazione dei bisogni.
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