Al domani pensiamoci oggi

Piano Strategico
2015 – 2017

Art. 7 – DPP 3 aprile 2008 n. 10-117/Leg

7  Ottobre  2014

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Costruire l’educazione per il futuro è la missione che abbiamo di fronte e che condividiamo con chi opera nella scuola e nella formazione; preparare oggi le generazioni per il domani è l’imperativo di chi amministra e governa, in collaborazione con chi insegna. Mettersi in viaggio, assieme, è la prospettiva di chi vede le istituzioni scolastiche e formative protagoniste del futuro come le comunità locali, le imprese, le istituzioni sociali e politiche. In squadra ognuno fa la sua parte, rispettando gli altri e dando il meglio di sé.

Per il sistema scolastico e formativo provinciale partiamo da una scuola di “sana e robusta costituzione” (1.). Senza ottimismi fuori luogo ma anche evitando diffidenze non motivate, la conferma viene da un decennio di esiti positivi nelle valutazioni internazionali. Per garantire anche per l’avvenire i traguardi raggiunti, grazie ad anni di lavoro intenso e efficace, dobbiamo mantenere la spinta al miglioramento. Come ci insegnano politici e amministratori finlandesi, “good is not enough” e, come documentano le nuove strategie varate da paesi con elevata performance, soprattutto, il patrimonio di conoscenze e di competenze, di capacità realizzative e di potenzialità va investito per una nuova agenda (2.) da definire con lungimiranza, varare con tempestività e implementare con successo.

Il presente Piano strategico 2015-2017[1] indica le prospettive di continuità e di discontinuità dell’Istituto, le priorità e le misure operative che regoleranno la nostra azione nel prossimo triennio, con flessibilità ma con determinazione (3.) per garantire un efficace servizio alle scuole. La condizione dell’infanzia e dei giovani non trova un riferimento specifico, ma pervade l’intero piano in modo trasversale e prioritario, perché i giovani di oggi saranno i protagonisti di domani.

1.   Una “scuola di sana e robusta costituzione”

Sul piano nazionale e internazionale il nostro sistema di istruzione e formazione si rivela di “sana e robusta costituzione”’, come testimoniano in primis gli indicatori di output. Questo è il punto di partenza che è necessario richiamare per guardare in avanti.

  1. Il ragguardevole livello qualitativo dei risultati delle scuole trentine sono documentati dalle indagini PISA condotte dal 2000 a oggi: le performance in lingua, matematica e scienze pongono gli studenti trentini in posizioni comparabili a quelle dei migliori paesi europei, con una stabilità nel corso degli ultimi 15 anni a conferma di traguardi non aleatori.
  2. I risultati delle prove strutturate Invalsi, condotte a vari momenti del percorso scolastico, registrano posizioni di vertice raggiunte dalle scuole trentine.
  3. Indicatori interni relativi al funzionamento del sistema scolastico evidenziano livelli più soddisfacenti rispetto ai valori nazionali: l’abbandono dopo il biennio delle superiori non raggiunge il 4% rispetto al 7,8% a livello nazionale e il tasso di scolarizzazione superiore raggiunge l’86% dei giovani delle fasce d’età 14-19 anni (76,5% in Italia e 79,5% UE).
  4. L’indicatore europeo relativo agli Early School Leavers (giovani tra i 18 e i 24 anni che non hanno un diploma superiore a quello conseguito al termine della scuola media e non sono in formazione) si ferma all’ 11% in Trentino (con un dato per le ragazze sensibilmente inferiore a quello dei ragazzi rispettivamente 6,3% e 17,1% nel 2013) mentre per l’Italia i valori salgono al 17% con l’obiettivo della strategia europea fissato al 10% come soglia da raggiungere nel 2020.
  5. Secondo i più recenti risultati (PISA 2012) i livelli di preparazione inadeguata (11,7% in lettura, 10,2 in matematica, 8% in scienze) sono inferiori sia ai valori OCSE (17,7%, 23,1% e 17,8%) che italiani 19,5%, 24,7% e 18,7%) a conferma di un’attenzione ordinaria verso le fasce più deboli di studenti e l’assenza di estese aree di insuccesso scolastico.
  6. Gli studenti della formazione professionale in deciso miglioramento, dal punto di vista dei risultati dei test nazionali e internazionali, confermano il dinamismo del settore che si va imponendo come componente integrante del sistema scolastico e formativo, contribuendo a creare quella diversità di opportunità che contrasta la dispersione e, potenzialmente, a costruire la qualità del capitale umano.
  7. Il permanere di indicatori organizzativi (rapporto docenti/alunni, numerosità media delle classi, dimensione delle scuole…) e funzionali (0,5% di insuccesso all’esame di Stato) su valori comparativamente positivi riflettono la stabilità dell’impianto di base del sistema.
  8. Standard edilizi (il Trentino è al vertice per qualità dell’edilizia scolastica a fronte di inadeguatezze che accomunano il Nord e il Sud del paese) e funzionali (come il sistema informativo integrato, la dotazione di tecnologie per l’apprendimento) denotano un robusto apparato di back-up per le attività scolastiche e formative.

 2.   Obiettivi e strategie di sviluppo

 Se la variabile interna alla scuola che più incide sulla formazione degli studenti è il capitale professionale, la qualità in termini di outcomes va anzitutto ricondotta alla passione e alle competenze degli insegnanti, dei dirigenti e di tutto il personale scolastico il cui lavoro si colloca nel contesto di strategie di governo e di amministrazione di lunga durata. Il confronto con lo stato dell’istruzione e della formazione negli anni 1950, 1960 e 1970 indica i grandi passi compiuti e avvicina il Trentino ai paesi capaci di radicali balzi in avanti con i propri sistemi di istruzione e di formazione.

Con questa eredità alle spalle, è nostro dovere individuare i nuovi traguardi per l’avvenire garantendo alla nostra Provincia una scuola all’altezza della propria missione.

2.1 Forniamo agli studenti le chiavi per la globalità con il trilinguismo

La conoscenza delle lingue e, soprattutto, il patrimonio di competenze linguistiche, hanno più valenze: condizioni per la libera circolazione, presupposti per diventare studenti globali oggi e protagonisti domani sulla scena internazionale, risorse di peso economico per l’espansione delle imprese, vantaggio competitivo per lo sviluppo tecnologico e componente culturale ormai imprescindibile.

Le azioni previste in questa direzione sono:

Percorsi di formazione linguistica (tedesco e inglese) per docenti con certificazioni CEFR (Common European Framework of Reference).

  1. Interventi di formazione in metodologia didattica del tedesco e dell’inglese, con la predisposizione di sussidi e materiali ad hoc, anche di carattere multimediale e differenziati per indirizzo.
  2. Sviluppo della didattica per percorsi coerenti di CLIL per scuola primaria e secondaria.
  3. Sostegno per partenariati e scambi docenti/studenti a livello  internazionale (anni di studio all’estero).
  4. Realizzazione di una Language Education Policy Review seguendo l’approccio messo a punto dal Consiglio d’Europa.

 2.2 Ancoriamo il sistema educativo di istruzione e formazione al territorio, al mondo delle imprese e delle professioni

La sfida che oggi accomuna decisori e professionisti dell’educazione è il domani del nostro territorio. E’ uno scenario che interroga le scuole e il loro modo di operare e che impone nuove articolazioni del ruolo del sistema di istruzione e formazione come fattore di crescita e di sviluppo locale.

Sotto questo profilo è prioritario operare per:

  1. Rafforzare l’integrazione scuola e lavoro (estensione di esperienze di alternanza, sostegno alle iniziative di orientamento, accompagnamento delle scuole nelle strategie di placement degli studenti e nella realizzazione dell’apprendistato, collaborazione nell’implementazione della “Garanzia giovani” …).
  2. Diffondere azioni pluriennali per radicare creatività degli studenti, per promuovere atteggiamenti imprenditivi e per familiarizzare con la cultura d’impresa nel primo e secondo ciclo.
  3. Sostenere iniziative diffuse, in sinergia con i protagonisti, per la conoscenza del sistema economico-produttivo trentino anche come base per partnership territoriali.
  4. Fornire supporto tecnico all’evoluzione e al consolidamento del percorso di formazione professionale con particolare riferimento alla realizzazione del ‘quinto anno’ (corso annuale per l’esame di Stato), alla mobilità orizzontale degli studenti (“passerelle”), alla costituzione dei poli tecnico-professionali nella prospettiva dello sviluppo di nuovi rapporti tra scuole e il sistema di istruzione e formazione professionale.
  5. Sviluppare competenze necessarie per garantire processi di life-long learning per la popolazione adulta del territorio.

2.3 Investiamo il sistema educativo di istruzione e formazione per un impulso all’innovazione

La società della conoscenza è il futuro cui il Trentino guarda da qualche anno: il 2% del PIL provinciale dedicato alla ricerca, il valore in assoluto più elevato in Italia, avvicina il Trentino alle aree europee a forte vocazione scientifica. Risorse umane di gamma elevata sono essenziali per un impulso innovativo nella tecnologia, sui temi della sostenibilità e dell’ambiente, nella promozione turistica e nelle politiche sociali.

La cultura dell’innovazione va coltivata e alimentata con azioni mirate a:

  1. Predisporre la sperimentazione del ciclo quadriennale nei licei e negli istituti tecnici nel quadro di una visione complessiva di continuità tra il primo e il secondo ciclo e percorsi di formazione terziaria.
  2. Promuovere interventi per accrescere il numero dei top performers (olimpiadi disciplinari, sostegno formativo a docenti, sensibilizzazione dei dirigenti di scuola).
  3. Incrementare l’interesse per le scienze e la tecnologia a partire dal primo ciclo e superando le differenze di genere.
  4. Collaborare per Progetti-ponte con l’Università per aumentare il tasso di passaggio dalla scuola all’università e all’alta formazione tecnica.
  5. Sostenere la partecipazione degli studenti a esperienze internazionali (Young Scientists, IntelFair, CERN).

2.4 Favoriamo nuovi modelli di apprendimento

La tradizione di esperienze di frontiera e di connessione con le tendenze innovative deve continuare a essere un marker della scuola trentina. Dobbiamo evitare che agli studenti venga preclusa la possibilità di sviluppare i propri talenti e di raggiungere livelli elevati di competenza. La modernizzazione delle forme e dei modi dell’insegnare è un obbligo.

In questa direzione, oltre alle misure già indicate con significativo impatto sui processi di apprendimento, sono da mettere in campo:

  1. Interventi per migliorare le competenze di base (Italiano, Matematica e Scienze) nel primo ciclo a partire dai primi due anni delle primarie.
  2. Miglioramento della didattica per la produzione e comprensione di testi matematici, scientifici e tecnologici nella prospettiva pluridisciplinare.
  3. Accrescere le competenze dei docenti in relazione al digital learning.
  4. Affrontare la formazione delle competenze di ordine superiore (“high order skills“) con esperienze pilota in tema di problem posing and solving, ragionamento critico e abilità argomentative, analisi e verifica delle fonti informative.
  5. Interventi per promuovere l’intelligenza operativa con esperienze di produzione di oggetti e prototipi anche in collaborazione con settori di tecnologia avanzata.
  6. Collaborazione per la realizzazione delle indagini standardizzate sugli apprendimenti (Invalsi e OCSE-PISA) e valorizzazione dell’analisi dei dati ai fini del miglioramento dei processi di insegnamento e di apprendimento.

 2.5 Affrontiamo le nuove frontiere dell’inclusione per costruire nuove stagioni dell’equità e della coesione

 Per una scuola inclusiva, capace cioè di accogliere e garantire a tutti un percorso di crescita, l’equità deve essere perseguita sistematicamente. Le previsioni di un allargamento delle distanze sociali, culturali e professionali sono motivo di grande preoccupazione.Il prezzo della non equità è sempre più elevato e il rischio è una contrapposizione crescente tra un’élite ristretta con elevata professionalità e una maggioranza con livelli decrescenti di qualità della vita, di benessere culturale.

Da questo punto di vista è opportuno agire lungo le seguenti direttrici. 

  1. Elaborare proposte per ridurre la quota degli Early school leavers con la prevenzione dei rischi di dispersione, il monitoraggio accurato degli abbandoni, la piena utilizzazione delle banche dati e la collaborazione tra scuole nei processi di transizione.
  2. Rafforzare i network tra scuole e i soggetti del territorio impegnati sul piano dell’inclusione (servizi sociali, strutture sanitarie, settore no-profit).
  1. Migliorare la capacità delle scuole di personalizzare gli interventi attraverso nuovi modelli organizzativi e strategie didattiche anche sviluppando competenze per la gestione dell’attività didattica in contesti disomogenei.

2.6 Rinnoviamo il capitale professionale

 In ambito internazionale si riconosce alla formazione in servizio un ruolo strategico per promuovere sia la qualificazione professionale sia l’articolazione delle professioni educative, nell’ottica di migliorare la qualità degli apprendimenti degli studenti. E’ tempo di consolidare un sistema di sviluppo professionale a supporto di docenti, dirigenti e personale scolastico.

A questo scopo si deve procedere a:

  1. Introdurre un sistema di crediti, con un’articolazione puntuale delle tipologie di azione, migliorando efficacia ed efficienza degli interventi, sviluppando soluzioni funzionali alla costruzione di portfolio professionale per docenti.
  2. Garantire la crescita professionale degli assistenti, dei tecnici e di tutto il personale ausiliario in modo decentrato e attraverso modalità di intervento blended nella logica di una comunità educativa coesa.
  3. Rafforzare la parità di accesso alle opportunità di sviluppo professionale (lungo tutto il percorso professionale, a prescindere dal territorio, in tutti i segmenti).
  4. Curare la qualità degli interventi alla luce delle migliori pratiche e sviluppo di modelli innovativi.
  5. Sviluppare un’azione articolata per connettere leadership di scuole e risultati degli studenti (competenze organizzative e amministrative, le buone pratiche di leadership, seminari tematici, orizzonte internazionale, formazione per la middle leadership).
  6. Operare entro un orizzonte internazionale di collaborazione con agenzie qualificate e di partnership tra le scuole.

3.   Criteri e metodo per l’attuazione del Piano

 Per la messa in opera dell’intero piano i criteri di azione e i metodo di lavoro sono così riassumibili.

 1. Sinergie con tutti gli attori del sistema in tema di formazione, ricerca e valutazione.

2. Adozione di modelli innovativi per la formazione continua del personale.

3. Interventi per orientare risorse esterne verso la scuola.

4. Costruzione di una funzionale linea editoriale per la comunicazione (Sito Web, WorkingPaper, Quaderni Didattici, Rivista Ricerca/Azione, Pubblicazioni)

5. Professionalizzazione delle risorse umane interne.

6. Valutazione di impatto (oltre la soddisfazione) delle iniziative svolte.


[1] L’art. 7 del Decreto del Presidente della Provincia 3 aprile 2008 n. 10-117/Leg “Regolamento concernente l’ordinamento ed il funzionamento dell’Istituto provinciale per la ricerca e la sperimentazione educativa (IPRASE) e la composizione ed il funzionamento dell’osservatorio permanente sulla condizione dell’infanzia e dei giovani (articolo 42 della legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5 e articolo 11 della legge provinciale 14 febbraio 2007, n. 5)”  così come modificato dal DPP 28 agosto 13 n. 19-121/Leg. individua nel “Piano Strategico” il documento di riferimento per la predisposizione del programma annuale e pluriennale dell’Istituto. Il Piano Strategico indica gli obiettivi strategici e i macro interventi da realizzare nel periodo di riferimento, le aree di sviluppo e le priorità per il perseguimento dei risultati; ha durata triennale ed è aggiornabile annualmente; è documento di riferimento per la predisposizione del programma annuale e pluriennale dell’IPRASE.