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Destinatari

Docenti, Dirigenti scolastici, Studenti e tutte le persone interessate al tema

Periodo di svolgimento

30 gennaio - 13 marzo 2017 con orario 17.00-19.00

Descrizione

Fisica e techne: ciclo di conferenze per non specialisti tenute da docenti del Dipartimento di Fisica dell'Università di Trento. Nell'aula magna del più antico liceo della Provincia verranno illustrati fondamenti e applicazioni delle scienze fisiche che spaziano dalla medicina all'energetica, dall'astronautica alle tecnologie dei materiali di ultima generazione.

30 gennaio (ore 17.00-19.00)
Osservare onde gravitazionali: una percezione senza precedenti dello spazio-tempo e del nostro universo
Giovanni Andrea Prodi
La gravità è l'interazione fondamentale di cui abbiamo più esperienza personale diretta e che allo stesso tempo domina la struttura dell'Universo. Nei secoli, il suo studio ha portato a rivoluzioni culturali importantissime, superando il suo ambito disciplinare. Le prime osservazioni delle onde gravitazionali sono l'ultima pagina di scienza che abbiamo scritto sulla gravitazione, frutto di un secolo di sviluppi teorici e di mezzo secolo di ricerche sperimentali. Fenomeni precedentemente inaccessibili sono ora oggetto di verifiche, come la struttura dinamica dello spazio e del tempo, la struttura dei buchi neri. Siamo all'alba di una nuova astronomia e quanto abbiamo potuto decifrare fino ad ora è soltanto un primo sfocato scorcio di un nuovo panorama dell'Universo. 

6 febbraio (17.00-19.00)
Metodi fisici nello studio di molecole organiche
Ines Mancini
Con quali tecniche si stabilisce la struttura delle molecole organiche, sia naturali che sintetiche? L’interazione con opportune radiazioni elettromagnetiche indica la presenza di gruppi funzionali (spettroscopia UV-visibile e infrarossa) e la connettività tra atomi di C (risonanza magnetica nucleare), mentre la spettrometria di massa fornisce informazioni sulla massa e composizione molecolare.

13 febbraio (17.00-19.00)
Difficoltà: medio-alta. Tempo di cottura: 30 anni. Ingredienti: due protoni, 10000+ scienziati, soldi q.b.
Roberto Iuppa
L'idea è di quelle semplici: prendi due particelle comuni, due protoni, e li fai scontrare ad altissima energia per vedere che succede. Niente di più. Ma metti che non è così facile accelerarli fino a 6-7 TeV e tenerli in pista. Metti che le collisioni interessanti sono meno di una su centomila e bisogna saperle scegliere in meno di venticinque miliardesimi di secondo. Mettici pure che le immagini da passare al setaccio alla ricerca di qualche segno inatteso sono comunque quasi cento miliardi e aumentano di giorno in giorno...
Qualcuno suggerirebbe di cambiare idea, ma nel cuore dell'Europa, a Ginevra, decine di migliaia di persone lavorano da più di vent'anni al Large Hadron Collider e agli esperimenti ad esso collegati. Una delle più grandi imprese scientifiche mai realizzate, le cui ricadute tecnologiche è impossibile elencare: rivelatori di particelle e di luce, super-conduttività, elettronica veloce, algoritmica e intelligenza artificiale, calcolo e reti sono solo alcuni dei settori su cui il CERN di Ginevra è all'avanguardia, creando e trasferendo tecnologia su web, software, medicina, aerospazio, automazione e molto altro.

20 febbraio (ore 17.00-19.00)
L'affascinante mondo dei materiali bioispirati.
Nicola Pugno
Fiori di loto, tele di ragno, denti di patella e zampe di geco. Non sono gli ingredienti di una pozione magica ma gli oggetti di studio del Laboratory of Bio-Inspired and Graphene Nanomechanics dell'Università di Trento, i cui ricercatori traggono ispirazione da piante e animali per progettare materiali con caratteristiche specifiche come la robustezza, l'idrorepellenza, l'adesività o la capacità di autoripararsi. Le applicazioni vanno dalle suole di scarpe con elevato grip agli aerei con superfici antighiaccio, dai tessuti autopulenti ai giubbotti antiproiettile fino a stazioni spaziali a prova di guasto.

6 marzo (ore 17.00-19.00)
Prevedere il tempo nel più breve tempo: dai modelli numerici al nowcasting, le nuove sfide della meteorologia contemporanea.
Dino Zardi
Il tempo atmosferico costituisce una delle variabili più determinanti per la nostra esistenza. Poter sapere in anticipo quali saranno le condizioni meteorologiche dei prossimi giorni costituisce un enorme vantaggio, non solo per l’organizzazione della propria vita quotidiana, ma anche per la gestione ottimale di molte attività produttive (si pensi ad esempio alle operazioni agricole, ai cantieri, al turismo) e di interi sistemi come le infrastrutture per i trasporti, o per la produzione e la distribuzione di energia.  La moderna meteorologia si avvale degli strumenti più sofisticati che lo sviluppo tecnologico continuamente mette a disposizione per monitorare continuamente l’atmosfera da centinaia di stazioni al suolo disseminate su tutto il pianeta e collegate mediante moderni sistemi di telecomunicazione, mediante lanci sincronizzati di radiosonde da centinaia di postazioni, mediante radar meteorologici e satelliti per osservare l’atmosfera dallo spazio.

13 marzo (ore 17.00-19.00)
Alla scoperta delle funzioni cognitive delle api
Renzo Antolini
Con un microscopio molto particolare, non solo è possibile esplorare in grande dettaglio la struttura del cervello delle api illuminandolo con un potente laser, ma si riesce anche ad indagarne il funzionamento. Si scoprono così i circuiti nervosi che sono alla base delle straordinarie funzioni cognitive racchiuse in un volume di non più di un millimetro cubo e si può, forse, anche contribuire a contrastare il fenomeno molto complesso e in parte ancora sconosciuto della moria delle api.

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Data inizio corso
30/01/2017

Data termine corso
13/03/2017

Data termine adesioni
27/01/2017

Sede
Liceo Prati - via SS. Trinità 38 - Trento

Enti organizzatori

Liceo Prati, Trento
Università degli Studi di Trento, Dipartimento di Fisica
IPRASE

Referente
Paola Giori paola.giori@iprase.tn.it

Informazioni

Segreteria del Liceo Prati: segr.liceoprati@scuole.provincia.tn.it

Allegati
Locandina